Renzi attacca Berlusconi e Grillo: “Due condannati in via definitiva”

Matteo Renzi (Franco Origlia/Getty Images)
Matteo Renzi (Franco Origlia/Getty Images)

Intervenendo ieri nel suo programma di approfondimento politico di La7, ‘Anno Uno’, condotto da Giulia Innocenzi, il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha lanciato una dura frecciata nei confronti dei due leader delle opposizioni parlamentari, Silvio Berlusconi, presidente di Forza Italia, e Beppe Grillo, portavoce nazionale del Movimento 5 Stelle, accusando: “Tecnicamente parlando, sono due i leader di partito condannati in via definitiva”.

“A mio giudizio, la questione etica, morale e giudiziaria è fondamentale. Parlo di me Matteo Renzi, come persona, quindi del mio punto di vista personale, prima ancora del valore politico”, ha commentato il premier, proseguendo: “Dopodiché, quando siamo in una discussione democratica, dove Grillo prende nove milioni di voti e Berlusconi, in coalizione, ne ha presi altrettanti, noi non ci facciamo il governo insieme, perché io non faccio governi con loro. Ho però chiesto ad entrambi, prima a Grillo e poi a Berlusconi, se sulle regole del gioco ci possiamo mettere insieme a discutere di questioni che valgono per tutti”.

Ha concluso il suo ragionamento Renzi: “Io penso che quelle regole dovremmo scriverle tutti insieme. Se Grillo non ci sta, se Berlusconi non ci sta o il Pd non ci sta, devono avere il coraggio di dirlo”. Poi, riferendosi al leader M5S: “Ma perchè Grillo non viene a fare un dibattito invece di urlare solo dalla piazza? Io lo farei volentieri un dibattito con lui”. Secondo Renzi, Beppe Grillo “davanti ai problemi sbatte solo i pugni sul tavolo”.

Poi sulla riforma del Senato, rispetto alla quale il governo ha avuto alcune difficoltà, soprattutto per l’approvazione in Commissione Affari Costituzionali di un odg, firmato da Roberto Calderoli, che stabilisce l’elettività dei componenti del Senato: “Oggi discutiamo se superiamo il Senato, il governo ha fatto le sue proposte, se Grillo e Sel votano l’odg di Calderoli che ci possiamo fare ma ci vogliamo ricordare lo statista Calderoli che ha fatto negli anni”.

Redazione online