Ucraina: Iastenuk denuncia la Russia di derubare il paese. Mosca apre a road map dell’Osce

Presidente della Commissione Ue José Manuel Barroso e premier ucraino Arseniy Yatsenyuk (Getty images)
Presidente della Commissione Ue José Manuel Barroso e premier ucraino Arseniy Yatsenyuk (Getty images)

Per il governo ucraino sembra aprirsi uno spiraglio per far fronte al debito del gas con la Russia. Infatti, l’Unione Europea ha detto che l’Ucraina potrà pagare il gas comprato dalla Russia grazie al pacchetto di assistenza finanziaria dell’Ue all’Ucraina.
E’ quanto ha confermato il portavoce del commissario Ue agli Affari economici, Siim Kallas precisando che i fondi sono stati stanziati “per le necessità finanziarie esterne” dell’Ucraina e i debiti per la fornitura di gas “fanno parte di questi bisogni finanziari”.

Una portavoce della Commissione Ue ha inoltre reso noto che al momento non è ancora stata fissata la data per il prossimo incontro fra il commissario Ue all’Energia, Guenther Oettinger, e i ministri russo e ucraino: “Stiamo lavorando su una data” e “speriamo che l’incontro si possa tenere in breve tempo”, ha detto il portavoce.

Il premier ucraino ad interim Arseni Iatseniuk durante la conferenza stampa promossa al termine dell’incontro con il presidente della Commissione UE José Barroso a Bruxelles ha denunciato che la Russia “deruba” l’Ucraina, di società, aziende, giacimenti petroliferi nella Crimea annessa da Mosca.
Iatseniuk ha detto che l’Ucraina è pronta a portare la Russia davanti “alla Corte di Stoccolma” se la Russia non applicherà «prezzi di mercato» alle forniture di gas.

Intanto sul fronte dell’Ucraina si continua a combattere: nella notte fra lunedì e martedì a Sloviansk, la roccaforte dei separatisti filorussi nell’Ucraina orientale si sono registrati degli scontri a fuoco.
Secondo il direttore di “Resistenza informativa”, Dmitri Timchuk, i ribelli avrebbero aperto il fuoco sulle postazioni delle truppe fedeli a Kiev usando anche dei mortai. A loro volta i separatisti sostengono che le forze armate ucraine hanno ripreso lunedì sera le operazioni per prendere il controllo di Sloviansk.

Mentre dalla Russia giunge un nuovo monito all’Ucraina ma anche segnali di apertura per i canali diplomatici con l’Occidente. Il ministro degli esteri russo Serghiei Lavrov in una nota ha fatto sapere che se il governo di Kiev ritirerà le proprie truppe dal sud-est del Paese, nel rispetto della road map stilata dall’Osce, anche “i leader delle forze di autodifesa”, ovvero di Donetsk e di Lugansk dovranno “reagire in modo adeguato”.
Pertanto, Lavrov ha sottolineato che la Russia invita ad “avviare al più presto possibile la realizzazione concreta della road map dell’Osce che prevede la cessazione delle violenze e questo richiede di fermare immediatamente le azioni punitive che compie Kiev nel sud-est del Paese”.
Tra le misure da intraprendere, “occorre togliere gli assedi ai centri abitati e ritirare le forze regolari e altre formazioni militari come quelle di Pravi Sektor (una formazione paramilitare nazionalista ucraina, ndr) e i mercenari”.
Infine, Lavrov conclude che “in conformità con la road map bisogna liberare tutti i detenuti politici” e “smettere di intimidire la popolazione civile con l’uso della forza”.

Redazione

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