No Tav accusati di terrorismo, la Cassazione: “Riformulare il reato contestato”

No Tav (Getty images)
No Tav (Getty images)

C’è soddisfazione tra i No Tav per la sentenza della Cassazione, arrivata in nottata, riguardante il ricorso dei quattro attivisti, Claudio Alberto, Niccolò Blasi, Mattia Zanotti e Chiara Zenobi, accusati di attentato con finalità terroristiche dalla procura di Torino e in carcere da mesi. La Suprema Corte ha invitato infatti il Tribunale della Libertà a riformulare il capo di imputazione, che adesso è appunto l’art.270 sexies.

Soddisfatto Claudio Novaro, del legal team dei quattro No Tav: “Era un’accusa che non stava in piedi in alcun modo. Non stiamo parlando di una manifestazione di piazza e quello che accadde non ha nulla a che vedere con fatti di terrorismo”. Soddisfazione è stata espressa anche da Notav.info, che chiama in causa precedenti sentenze della Cassazione, come quella del 2001 che annullò le sentenze contro gli anarchici, due dei quali – Sole e Baleno – morti suicidi in carcere, accusati di associazione sovversiva, e scrive: “Esiste un ‘caso Torino’ perchè di fatto la Cassazione è da 13 anni annulla le fantasie della procura”.

Scrive ancora il sito vicino al movimento No Tav: “Sarebbe ora di prendere atto dell’anomalia in corso nella procura torinese e nel pool di pm con l’elmetto che oggi, dopo il dossier sulle strane amicizie del pm Rinaudo, la bufala dell’aggressione all’autista (montata poi da pm e media)e la sentenza odierna, ha perso definitivamente credibilità”.

E’ di ieri infatti la notizia che Giuseppe Cangiano, autista del pm Rinaudo, è sotto indagine per simulazione di reato: avrebbe inventato un’aggressione, non suffragata da alcuna testimonianza e smentita anche dalla consulenza del medico legale Roberto Testi, da parte di tre persone, che – a suo dire – lo avevano anche apostrofato come “servo dei servi dei servi”.

Redazione online