Ucraina, Nato: “Nessun segnale di ritiro truppe russe”. Ipotesi su nuova strategia difensiva

Anders Fogh Rasmussen, segretario generale Nato (Getty images)
Anders Fogh Rasmussen, segretario generale Nato (Getty images)

Dopo l’annuncio del Cremlino che il presidente russo Vladimir Putin avrebbe ordinato il ritiro delle truppe al confine con l’Ucraina, è giunto il commento del segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, che nella sua conferenza stampa mensile ha sottolineato che “purtroppo non abbiamo ancora visto alcun segno che sia cominciato il ritiro delle truppe russe dalla frontiera ucraina”
Rasmussen ha poi espresso “profondo dispiacere” per il mancato ritiro spiegando che “abbiamo sentito le dichiarazioni del presidente Putin” e che “non c’è alcuna ragione” perché la Russia abbia “quella massa di truppe alla frontiera con l’Ucraina”.

Il segretario della Nato ha proseguito la conferenza commentando che le “azioni illegali della Russia” in Crimea e in Ucraina “hanno creato una situazione completamente diversa” per i piani della Nato che “per 20 anni si sono fondati sul presupposto che non ci fosse minaccia immediata dalla Russia”.
Tuttavia, spiega Rasmussne “ora la dottrina russa considera la Nato un avversario”. Di conseguenza, per Rasmussen, l’Alleanza deve “adattare i piani di difesa collettiva”.
Al momento no sono previsti “cambiamenti agli accordi fondativi” con la Russia, risalenti al 1997, e che escludono armi nucleari nell’est europeo ma che “gli appropriati dispiegamenti” saranno decisi nel vertice di settembre in Galles.

Sul tema è intervenuta anche il ministro degli esteri italiano Federica Mogherini che ha dichiarato di aver sentito “che Putin ha disposto il ritiro delle truppe dalla frontiera Ucraina, vediamo se alla disposizione segue il fatto”.
A margine di un convegno promosso a Firenze, il ministro ha poi aggiunto che si tratto però di “un fatto che il dialogo interno sotto la guida dell’Osce si è avviato. Un piccolo processo di confronto, difficile, faticoso tra le diverse parti della società ucraina si sta svolgendo e credo che possa essere l’unica utile condizione per elezioni che possano dare una piena legittimità”.

Redazione

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