Grillo: processo in rete per “l’orrendo trio: giornalisti, industriali e politici”.

 

Beppe Grillo (getty Images)
Beppe Grillo (getty Images)

L’after hours: della serata nel salotto di Bruno Vespa si conclude nel Blog. Grillo posta un commento che sigilla a modo suo la performance in Rai, riconducendola alle proprie coordinate nel Web. Il leader dei 5 Stelle riparte da quel castello di Lerici in miniatura portato fino sotto gli studi televisivi e lì fermato dal moral suasion forte e cortese del padrone di casa, Bruno Vespa. Scrive Grillo: “Il castello è il simbolo di quello che succederà se il M5S andrà al governo” e incalza “non si può edificare una nuova Italia senza sgombrare il terreno da coloro che l’hanno depredata trasformando la quinta potenza industriale in un deserto”. Il leader delinea il progetto di un processo in rete a giornalisti, industriali e politici – “un orrendo trio” li definisce il comico genovese – colpevoli di aver ridotto il Paese in “macerie”. E spiega: “Ci saranno le liste, le prove e i testimoni di accusa. Per ogni persona ci sarà un cittadino che articolerà i capi di accusa. Gli iscritti certificati al M5S potranno votare per la colpevolezza o l’innocenza”. Una condanna simbolica, precisa Grillo, ma destinata a emanare una sentenza politica definitiva: “Un tribunale popolare non può sostituirsi alla giustizia nell’erogazione delle pene, ma può informare i cittadini sui furti e le malversazioni di un Sistema che ha portato allo sfascio. E quello che sarà fatto” . Nelle intenzioni del leader 5 Stelle l’iniziativa è destinata ad essere tutt’altro che estemporanea: “Il processo durerà il tempo necessario, almeno un anno, le liste saranno rese pubbliche quanto prima e l’ordine in cui saranno processati sarà deciso in Rete.” Nel post gli strali di Grillo riguardano sopratutto i politici – “vengono un gradino più in basso delle meretrici” dice, con un livore degno di Giovenale. E qui s’intuisce come Grillo intenda richiamare il recente scandalo Expò, una questione emersa a pochi giorni dal voto che ha creato più di una preoccupazione all’entourage di Matteo Renzi. Un problema, quello della corruzione da parte della classe politica, riaffermato ieri in maniera dirompente dall’arresto per concussione di Paolo Romano, presidente del Consiglio regionale della Campania e candidato nella lista del Nuovo Centrodestra di Alfano alle europee di domenica prossima.