Berlusconi: lo spread è una bufala, al governo dilettanti allo sbaraglio

Silvio Berlusconi (Giorgio Cosulich/Getty Images)
Silvio Berlusconi (Giorgio Cosulich/Getty Images)

È un Berlusconi a tutto campo quello che è intervenuto oggi alla trasmissione di La7 Omnibus. L’ex Cavaliere in queste ultime battute di campagna elettorale in vista delle europee, ma anche delle amministrative, di domenica prossima si gioca il tutto per tutto. Il rischio infatti è quello che il suo partito, il rinato Forza Italia, scivoli sotto la soglia del 20% e si confermi terza forza politica del Paese, dietro al Movimento 5 Stelle dell’odiato Grillo.

Silvio Berlusconi ha attaccato duramente Beppe Grillo in queste ultime settimane, paragonandolo ai più feroci dittatori della storia recente e arrivando a dargli dell’assassino per l’incidente stradale in cui l’attore rimase coinvolto diversi anni fa e in cui morirono alcuni suoi amici che erano a bordo dell’auto da lui guidata; un fatto che procurò a Grillo una condanna per omicidio colposo.

Oggi l’ex premier è tornato a scagliarsi contro lo spread tra titoli di stato italiani e tedeschi che, a causa delle tensioni sul voto per le europee e del non buon andamento dell’economia italiana che nel primo trimestre di quest’anno ha segnato un inatteso dato negativo, è ripreso a salire arrivando ieri a 200 punti. “Lo spread è una bufala, una volta si facevano le guerre con gli eserciti, adesso si fanno con la leva finanziaria”, ha affermato risoluto Berlusconi. “C’è una lontananza forte tra lo spread e l’economia – ha aggiunto -, perché lo spread riguarda una fascia ristretta del comparto finanziario”. L’ex premier ha detto di non preoccuparsi di una nuova risalita dello spread, spiegando che nell’autunno del 2011, quando lui era al governo e lo spread arrivò al record di 570 punti, tutti i conti del Paese erano “in ordine”.

In merito alla caduta del suo governo nel novembre del 2011, con l’arrivo a Palazzo Chigi di Mario Monti, proprio a causa delle forti tensioni sui mercati che sembrarono portare l’Italia sull’orlo della bancarotta finanziaria, Berlusconi è tornato a parlare di “colpo di Stato”. “Parlo di colpo di Stato – ha spiegato – quando un governo eletto dai cittadini viene sostituito senza passare dalle urne. Io all’epoca non avevo le prove, ora le ho“, ha sottolineato.

Un duro affondo è stato poi riservato al governo di Matteo Renzi, ritenuto dall’ex premier “largamente inadeguato“. “Quando qualcuno lo ha definito di dilettanti allo sbaraglio ho convenuto”, ha aggiunto Berlusconi.

Quindi l’ex premier si è rivolto ai suoi interlocutori e ha posto a seguente domanda: “A chi scegliereste di affidare i risparmi? A chi ha fatto solo politica come Renzi, a Grillo che faceva ridere e ora fa paura o a Berlusconi che ha una storia di imprenditore e che da uomo di Stato ha governato per nove anni senza mai aumentare le tasse? Lascio a voi la risposta”.

Berlusconi ha fatto poi una previsione sulla durata della legislatura, che secondo lui non andrà a scadenza naturale, ossia al 2018: “Al massimo entro 18 mesi andremo a elezioni – ha affermato – sempre che non avvengano fatti traumatici come la vittoria Grillo alle europee. Che Dio ce ne scampi“.

Redazione