Il fascino del cimitero e le potenzialità turistiche inespresse dell’Italia

Particolare al cimitero acattolico di Roma (Dan Kitwood/Getty Images)
Particolare al cimitero acattolico di Roma (Dan Kitwood/Getty Images)

Potrebbe far pensare a una moda macabra, ma si tratta in realtà di una delle ultime tendenze del turismo culturale: parliamo della crescita di visite all’interno delle strutture cimiteriali europee e non solo. Con lo scopo di assistere alla bellezza monumentale che caratterizza alcuni luoghi di sepoltura o con quello di rendere omaggio alla tomba di un personaggio famoso – si pensi al culto per il Père Lachaise di Parigi, dimora eterna, tra gli altri, di Jim Morrison – il cimitero sta via via diventando una vera e propria attrazione turistica.

A dimostrarlo una ricerca, intitolata La seconda vita dei cimiteri, condotta dalla società Jfc e citata in anteprima da ANSA, la quale analizza le potenzialità che i cimiteri hanno di implementare il settore turistico creando strutture ricettive ad hoc e stimolando la curiosità di futuri avventori. Nel 2013, in base allo studio, i cimiteri del Bel Paese sono stati visitati da circa 45.000 persone, ma, se si lavorasse sull’implementazione del turismo di settore, si potrebbe arrivare ad accogliere 400.000 visitatori di origine italiana e ben 7 milioni di turisti provenienti da paesi anglofoni.

L’Italia sarebbe, in virtù del patrimonio artistico che notoriamente propone e che certamente interessa anche i siti cimiteriali, in prima fila per le potenzialità – attualmente inespresse – di attrazione con ben il 55,2% di cimiteri turisticamente rilevanti d’Europa. Sarebbero 192 le location su cui le istituzioni locali e nazionali potrebbero lavorare al fine di incrementare le visite; in particolare godrebbero di notevole fama i cimiteri acattolici, sedi di lapidi e monumenti dall’alto valore artistico, nonché di tombe celebri.

Sul podio, per quanto riguarda la penisola, il cimitero degli Inglesi di Livorno, il quale, sebbene non abbia personaggi di riferimento, è conosciuto per il suo valore museale. Subito dopo il cimitero acattolico situato all’ombra della Piramide Cestia a Roma, sede della tomba di poeti inglesi celeberrimi come John Keats, e Percy Bysshe Shelley, ma anche dell’eterno riposo di Antonio Gramsci. Non va dimenticato, poi, il cimitero ligure di Staglieno, pure questo interessante dal punto di vista monumentale, storico (conserva i feretri di Giuseppe Mazzini, Edoardo Sanguineti, Fernanda Pivano, Fabrizio De Andrè) e conosciuto anche per essere il luogo in cui fu scattata la fotografia che il gruppo musicale Joy Division mise in copertina all’album cult Love Will Tear Us Apart.

 

Redazione online