Confesercenti: da gennaio ad aprile chiuse 166 attività ogni giorno

Piccolo negozio nel centro di Roma (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/GettyImages)
Piccolo negozio nel centro di Roma (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/GettyImages)

 

Secondo i dati dell’Osservatorio Confesercenti, ad un forte calo dei consumi su base annua si accompagna, nei primi 4 mesi del 2014, anche un’imponente chiusura di attività. Sarebbero ben 20.297 le imprese ad aver chiuso i battenti dall’inizio dell’anno, a fronte delle 9.352 che invece si sono affacciate sul mercato: 166 chiusure al giorno, per un saldo di -10.945 unità.

Confesercenti sottolinea che questo momento è particolarmente grave per il commercio alimentare, che ha perso quasi il 7% nelle vendite su base annua e ha visto la cessazione di 2.789 esercizi, con un passivo di 1.099 unità. Anche negli altri settori la situazione è drammatica, con il dettaglio tessile, l’abbigliamento e le calzature che devono far fronte al dato allarmante di 2034 aperture e 4961 chiusure.

L’associazione di categoria ha commentato gli impietosi dati chiedendo risposte immediate: ” Altro che allarme rosso; questo scenario non solo riaccende i rischi di deflazione, ma può avere conseguenze nefaste anche a monte della filiera commerciale aggravando lo stato già critico delle imprese che lavorano per il mercato interno. E’ inutile tergiversare. A questo punto occorre un pacchetto di interventi forti: va ridotta significativamente per tutti, imprese e famiglie, una pressione fiscale incompatibile con una speranza di ripresa economica; va combattuto con maggiore energia il fenomeno dell’abusivismo che affossa interi settori economici; vanno liberate le imprese al più presto dell’onere pesantissimo degli adempimenti fiscali e burocratici, che sono diventati una sorta di girone infernale con mille incertezze, mutamenti improvvisi di scadenze e regole, ricorsi improvvidi alla retroattività delle norme”.

 

Redazione