Europee: Renzi si gioca la faccia. Oggi il silenzio elettorale

Matteo Renzi in Piazza del Popolo ( Franco Origlia/Getty Images)
Matteo Renzi in Piazza del Popolo ( Franco Origlia/Getty Images)

Si sono conclusi ieri sera, nell’ultimo giorno di campagna elettorale, i comizi finali dei tre principali leader politici per le elezioni europee e amministrative di domani. Matteo Renzi in piazza della Signoria a Firenze, Beppe Grillo in piazza San Giovanni a Roma e Silvio Berlusconi a Milano, al Centro Congressi della Provincia, in via Corridoni.

I leader dei tre principali partiti politici italiani hanno chiamato a raccolta i loro elettori per gli ultimi appelli al voto. Chi si gioca la posta più alta è senza dubbio il premier Matteo Renzi, alla ricerca anche di una legittimazione per il suo governo che non è uscito dal voto delle urne. Per questo il segretario del Pd si è rivolto anche agli elettori di destra, a caccia del loro voto, pescando tra i delusi da Berlusconi. “Bisogna andare a prendere uno per uno il voto di quelli di destra. Non è una parolaccia”, ha detto Renzi in un comizio ieri a Prato. “Andiamo a prendere quelli che l’altra volta hanno votato di là”, ha insistito. Il leader del Partito Democratico non ha mancato poi l’attacco a Beppe Grillo, suo vero avversario nell’incognita elettorale. “Grillo è andato in Sicilia a dire che la mafia non esisteva”, ha esclamato Renzi nel giorno in cui si commemoravano i 22 anni della strage di Capaci, in cui furono uccisi il giudice antimafia Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della loro scorta; da Renzi definiti martiri. E ancora contro Grillo e il Movimento 5 Stelle ha tuonato: “Non si vince sulla paura, la politica non può essere fatta di insulti e minacce”. Quindi in piazza della Signoria a Firenze ha detto rivolto alla folla: “Noi vogliamo tanto bene a questo Paese che non lo lasceremo a chi lo vuole distruggere”. “Andiamo in Europa a rappresentare la bellezza non gli insulti, a rappresentare la cultura, non i vaffa e l’odio”, ha ripetuto sempre in contrapposizione agli avversari a 5 Stelle. Infine il premier ha difeso il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dagli attacchi del M5S. “Giorgio Napolitano non merita di essere oggetto di una campagna di odio”, ha ribadito.

Dal canto suo, Beppe Grillo ha infiammato Piazza San Giovanni a Roma inneggiando alla vittoria: “Ci dicevano che eravamo l’antipolitica e poi hanno cominciato a stupirsi: si sono stupiti che abbiamo preso il 25% e vedrete ora si stupiranno ancora di più il 26 maggio“. Il leader 5 Stelle ha poi attaccato Renzi: “Mi fa pena questo ragazzo, ieri era a Piazza del Popolo senza il Popolo“. “Gridava, lui, il moderato – ha sottolineato – , e diceva: ‘Vinciamo noi'”, e in quel momento dalla piazza sono partiti i fischi. “Noi siamo i francescani d’Europa – ha continuato Grillo – . Siamo nati il 4 ottobre, anche papa Francesco è venuto dopo di noi”. “So che anche il Papa si è iscritto al blog”, ha scherzato. Non è mancata poi la frecciata a Berlusconi: “Dice che se vince l’M5S ci saranno disordini inquietanti: queste frasi così le diceva solo Totò Riina“, ha sottolineato. Infine, in chiusura di comizio Beppe Grillo ha lanciato la sua previsione: “Noi non vinciamo, Noi stravinciamo“.

Infine, Silvio Berlusconi ha tenuto il suo comizio al chiuso, nell’auditorium della Provincia di Milano. “Credo di poter dirvi che posso essere per voi un esempio di eroismo per la nostra Patria e per la battaglia di libertà che è l’attività più nobile, alta ed entusiasmante che ci possiamo dare”, ha detto l’ex premier si suoi sostenitori. Berlusconi ha ricordato tutti i suoi successi come imprenditore, sia nel campo della televisione commerciale che in quello sportivo con il Milan, “la squadra più titolata del mondo e lo è ancora adesso”, ha rivendicato. Si è definito “un signore che si confronta con il pericolo a destra e a sinistra” e che ancora si impegna in politica nonostante la sinistra lo abbia estromesso dal Parlamento “con un gioco di prestigio”, ha detto, rendendolo incandidabile per sei anni e togliendolgi “il diritto di voto”. A queste parole dal pubblico si è levato il grido: “vergogna, vergogna”. Berlusconi ha invitato a votare Forza Italia, poiché si tratta dell’unico voto “utile per l’Italia”. Gli altri partiti dell’area di centrodestra, ha infatti spiegato, prenderanno “due, tre parlamentari al massimo, saranno cioè ininfluenti”, mentre il Pd, ha aggiunto, fa parte del Partito socialista europeo che è minoranza al Parlamento di Strasburgo. Forza Italia, invece, è nel Partito Popolare Europeo che è la maggioranza. Anche se va detto che i sondaggi danno i due schieramenti politici europei testa a testa, con un lieve vantaggio per i Socialisti europei, con il rischio che Berlusconi si trovi alla presidente della Commissione Ue l’odiato Martin Schulz, leader dei socialisti. “Solo dando il voto a Forza Italia si può sperare di avere qualcuno a Bruxelles che difende i nostri interessi”, ha insistito Berlusconi. L’ex premier ha riservato una stoccata al premier Renzi e alla solita “sinistra”. “Finora – ha spiegato – Matteo Renzi è stato largo di suggestioni ma su 12 risultati che aveva dati per certi ne ha prodotto uno solo”. “Abbiamo avuto chiaro – ha aggiunto – che il governo della sinistra è rimasto lo stesso dietro la sua faccia giovane e simpatica, è un governo di sinistra, sostenuto dalla sinistra” e fa cose di sinistra, come aumentare la tassa sulla casa e le imposte sui conti correnti, ha accusato l’ex Cavaliere. Berlusconi, poi, è tornato ad attaccare Grillo: “Specula sui disperati, su gente che ha perso lavoro e si trova in difficoltà e vede come unica possibilità la protesta e la ribellione”, ha detto del leader del Movimento 5 Stelle, paragonandolo “ai peggiori personaggi della storia come Robespierre, Stalin, Pol Pot e Hitler”. “Quando ascoltiamo Grillo che parla di processi pubblici, sistema retto da delegati del web, noi non dobbiamo prenderlo in ridere, ma dobbiamo avere paura”, ha ammonito l’ex premier. Ieri, per ironia della sorte, il comizio di Berlusconi è iniziato con un lapsus significativo: “Siamo alla fine di una campagna pubblicitaria che abbiamo combattuto con tutte le nostre forze”, ha esordito l’ex premier.

Oggi è giornata di silenzio elettorale. Nelle ultime ore è arrivato l’appello per andare a votare anche dalla Conferenza episcopale italiana. “La partecipazione attiva alle elezioni è un’opportunità per esercitare la propria co-responsabilità per il futuro dell’Europa”, ha scritto la Cei in un messaggio.

I seggi saranno aperti nella sola giornata di domani, domenica 25 maggio, dalle 7 alle 23.

Redazione