Egitto al voto per scegliere il successore di Morsi.

Sostenitori di Abdel Fattah al Sisi, Egitto (Getty images)
Sostenitori di Abdel Fattah al Sisi, Egitto (Getty images)

L’Egitto è chiamato al voto per il secondo e ultimo giorno di elezioni presidenziali. 53 milioni di egiziani dovranno scegliere tra il ex capo dell’esercito Abdel Fattah Al Sisi – autore della cacciata di Morsi – e Hamdine Sabbahi, attivista ed esponente della sinistra. Ex vicepremier, 59 anni, grande favorito alla vigilia, Al Sisi è l’uomo che ha guidato il colpo di stato che ha deposto, lo scorso 3 luglio, il presidente islamista Mohammed Morsi salito al potere con la rivoluzione del 2011 che ha visto la fine del regime trentennale di Hosni Mubarak. Promette poche cose Al Sisi: stabilità, sicurezza e sopratutto la fine della minaccia islamica: “Durante il mio governo non ci sarà posto per niente di simile ai Fratelli musulmani” ha spesso ripetuto durante la campagna elettorale. Sull’opposizione alla minaccia rappresentata dagli integralisti Al Sisi ha costruito la sua identità politica, al punto di essere considerato dalla maggioranza della popolazione l’eroe nazionale che ha salvato il Paese dagli integralisti sostenuti da Morsi, impedendo che la società egiziana si avviasse verso l’islamizzazione. Il voto è stato preceduto da giorni di scontri e tensioni violente provocate da manifestazioni in tutto il Paese dai sostenitori dei Fratelli musulmani con gli appelli al boicottaggio e all’astensione. Al Jazira ha riferito di numerosi arresti e di alcune vittime, confermate da fonti mediche. L’Unione Europea, l’Unione Africana e la Lega Araba hanno inviato delegazioni di osservatori. Per favorire l’affluenza al voto si è provveduto alla chiusura della Borsa, di uffici pubblici e banche ed è stata prolungata di un’ora la chiusura dei seggi, fissata alle 22. In assenza di exit poll il Paese è destinato ad attendere l’annuncio ufficiale sull’esito delle elezioni fra il primo ed il 5 giugno.