Bruno Vespa a Porta a Porta (getty images)

Bruno Vespa a Porta a Porta (getty images)

“Ero piuttosto precoce ed erano altri tempi. Oggi cerco di scoraggiare i ragazzi che vogliono fare i giornalisti perché il web ha moltiplicato le possibilità, ma la crisi ha tagliato e taglierà in maniera drastica i posti di lavoro stabili”, così Bruno Vespa, intervistato dall’Adnkronos, si è espresso sui suoi esordi e sulle prospettive del giornalismo italiano, alla vigilia dei propri 70 anni, compiuti oggi, dei quali 52 passati in Rai.

Ha spiegato Vespa nell’intervista, parlando del suo ruolo da direttore del Tg1 tra il 1990 e il 1993: “Tutto il lavoro fatto in quella redazione mi ha fornito un’esperienza professionale straordinaria che oggi mi è utilissima”. Tanti sono i momenti da ricordare della sua lunga permanenza nei telegiornali Rai, da quando – nel 1969 – annunciando l’arresto di Pietro Valpreda, disse che era “il colpevole” e non “l’accusato” della strage di Piazza Fontana, fino all’intervista esclusiva a Saddam Hussein, durante la prima guerra del Golfo, passando per l’annuncio del ritrovamento del cadavere di Aldo Moro.

Dal 1996, conduce su Raiuno il programma di approfondimento culturale, politico e di attualità Porta a Porta, considerato una sorta di terzo ramo del Parlamento italiano. Tra le puntate passate alla storia del talk show di Bruno Vespa, c’è senza dubbio quella dell’8 maggio 2001, in cui Silvio Berlusconi firmò il famigerato contratto con gli italiani. Nell’ultima campagna per le europee, Bruno Vespa ha intervistato Beppe Grillo

Redazione online