Sel, Vendola chiarisce: “Noi non al governo con Renzi, ma siamo sinistra di governo”

Nichi Vendola (Getty Images)
Nichi Vendola (Getty Images)

Dopo che la lista Tsipras ha raggiunto, per poche migliaia di voti, l’agognato quorum del 4% che ha permesso alla cosiddetta sinistra radicale italiana di rientrare nell’Europarlamento, in Sel si erano delineati due fronti: uno guidato da Gennaro Migliore, favorevole a un soggetto unitario con il Partito Democratico, l’altro che vede capofila il coordinatore nazionale del partito di Vendola, Nicola Fratoianni, il quale punta invece a proseguire in un percorso unitario simili a quello della lista Tsipras.

A provare a fare chiarezza, il leader di Sel, Nichi Vendola, il quale al termine della riunione della presidenza nazionale di Sel, conclusasi con l’approvazione unanime della sua relazione, ha sottolineato: “A Renzi diciamo che se è pronto a cambiare l’agenda europea combattendo le politiche dell’austerità noi ci siamo, perché questo è l’obiettivo della lista Tsipras”. Il presidente della Regione Puglia ha spiegato: “Continuiamo il percorso con Alexis Tsipras e riprendiamo a tessere alleanze. Vogliamo essere la terra di mezzo che va da Tsipras al Pd e molto oltre”.

“C’è una parte del Pd che ci interessa per la ricostruzione di un campo più largo per la sinistra. Nel Pd ci sono tante cose di sinistra”, ha detto Vendola, facendo riferimento esplicitamente a Pippo Civati, e aprendo al voto favorevole al decreto Irpef sul bonus di 80 euro: “Dobbiamo prima leggere il decreto, io penso che sia sempre positivo dare dei soldi ai lavoratori”. In ogni caso, il leader di Sel ha spiegato che quello in corso nel partito è un dibattito “l’importante è non trasformarlo in una guerra con morti e feriti. Occorre trovare un equilibrio, una sintesi. Oggi, tutti insieme, il nostro compito è rilanciare la sfida a Renzi e al M5S”.

Nessuna scissione interna, dunque, e condivisione della linea del leader: questa la situazione dentro Sel, che però deve fare i conti anche con le pressioni che arrivano dall’esterno, o dall’interno. Dipende da come si vogliano guardare gli alleati con cui si è costruito il percorso che ha portato alla lista unica per le Europee del 25 maggio.

Redazione online