Semestre Europeo, Renzi: “Ripresa economica, creazione di posti di lavoro e leadership nell’innovazione”

Matteo Renzi (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)
Matteo Renzi (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)

Il premier Matteo Renzi ha scritto un intervento nello speciale dedicato al semestre di presidenza italiana dell’Unione Europea del “Libro dei Fatti 2014” dell’Adnkronos che uscirà nei prossimi giorni.

Renzi ha sottolineato che “sentiamo tutti la necessità di un’Europa diversa: più politica, più semplice, più chiara. Un’Europa alleata delle nostre famiglie e delle nostre imprese” ricordando che “siamo uno dei Paesi fondatori dell’Unione ed è nostro dovere, tanto più oggi davanti alle crescenti pulsioni antieuropeiste, fare in modo che nessuno se ne senta penalizzato e distante”.

“Nel secondo semestre di quest’anno quando saremo alla guida dell’Unione, lavoreremo con forza in questa direzione e l’Italia farà senza dubbio sentire la propria voce” ha aggiunto Renzi sottolineando che “l’Italia sarà in Europa con sempre maggiore determinazione e convinzione. Riforme e crescita sono i pilastri su cui ripartire per costruire il nostro domani, ma per farlo occorrono ricette innovative, forti e coraggiose”.

“Certo, fa un po’ sorridere sentire alcuni che ancora continuano a proporre come soluzione quella di uscire dall’euro: ma per andare dove? O meglio, per tornare dove? E’ solo il tentativo cinico di allontanare i cittadini dalle Istituzioni, ma nelle Istituzioni occorre tornare a credere” prosegue il premier spiegando che “se vogliamo che la nostra Europa abbia un futuro dobbiamo avere la capacità di darci regole nuove che rendano possibile la ripresa economica, la creazione di posti di lavoro, la leadership nell’innovazione”.

Renzi ha dunque ribadito che “per arrivare a questo risultato, l’Italia deve dimostrare di saper cambiare; ed ha già iniziato a farlo con un forte e serio programma di riforme” spiegando che “Cambiare verso” vuol dire “avere la caparbietà e la capacità di cambiare il nostro Paese perché torni ad avere un ruolo di guida nel continente. Sappiamo perfettamente cosa fare e lo faremo. E non perché ce lo chiede l’Europa, ma perché ce lo chiedono i nostri figli, il nostro futuro”.

Redazione