Ministro Padoan: “Davanti a noi prospettive di crescita, è una sfida”

Pier Carlo Padoan (ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)
Pier Carlo Padoan (ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

Intervenendo alla presentazione del rapporto 2014 della Corte dei Conti, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha provato a tracciare il solco per il futuro del Paese: “Usciamo da sette anni di crisi,ma vedo davanti a noi 5-6 anni di crescita e aumento di posti di lavoro. Questa è la sfida, non dobbiamo sprecarla”. Ha aggiunto Padoan, secondo cui il bivio è tra un’azione riformatrice o la mancanza di crescita: “Bisogna ripensare la strumentazione di politica economia,conciliando l’attenzione ai conti con la crescita: questo sarà al centro della politica italiana durante il semestre di presidenza nella Ue”.

Presente a Palazzo Giustiniani anche il presidente del Senato Pietro Grasso, che ha sottolineato: “Solo garantendo una corretta gestione delle risorse pubbliche ed un effettivo equilibrio finanziario e di bilancio è possibile assicurare ai cittadini i diritti garantiti dalla nostra carta costituzionale e, di conseguenza, parlare di democrazia nel senso più compiuto del termine”. Grasso ha sostenuto che “l’etica della responsabilità sia fondamentale per una democrazia”, per cui “ciascun amministratore, ciascun politico, deve essere consapevole che le sue decisioni e le sue azioni hanno ricadute, positive e negative, su tutti i cittadini, attuali e futuri”.

“Oggi più che in passato” – ha detto ancora Grasso – “anche in considerazione del quadro degli obblighi derivanti dall’appartenenza all’Unione europea, è necessaria la massima accortezza nell’impiego delle risorse economiche, la massima severità nei casi in cui la Corte accerti il danno erariale, la massima sollecitudine per il recupero delle somme alle casse dello Stato: è indispensabile una gestione dei conti pubblici trasparente, attenta, rigorosa e scrupolosa”.

Grasso ha concluso affermando la necessità di cogliere “opportunità di risanamento della finanza pubblica”, come avvenuto in altri Paesi, che hanno dimostrato “una lungimiranza maggiore della nostra, nel precedente ciclo espansivo, da cui è conseguita la possibilità di attutire gli effetti negativi della attuale crisi”.

Redazione online