Mose: arrestate 35 persone tra cui il sindaco di Venezia Orsoni

Veduta aerea di Venezia (Dan Kitwood/Getty Images)
Veduta aerea di Venezia (Dan Kitwood/Getty Images)

Nell’ambito dell’inchiesta sul Mose, il sistema di chiuse mobili per proteggere Venezia dall’acqua alta, sono state arrestate 35 persone. Le accuse vanno a vario titolo dalla corruzione alla concussione, al riciclaggio per tangenti che secondo la Procura di Venezia sarebbero state pagate per la realizzazione dell’opera.

Tra gli arrestati c’è anche il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni, insieme ad altri nomi importanti della politica, dell’imprenditoria e della finanza. Altre cento persone sarebbero indagate. Tra gli arresti eccellenti ci sono quelli dell’assessore regionale alle Infrastrutture Renato Chisso, del consigliere regionale del Pd Giampiero Marchese, degli imprenditori Franco Morbiolo e Roberto Meneguzzo e il generale in pensione Emilio Spaziante, ex numero due della Guardia di Finanza. I provvedimenti di custodia cautelare sono stati ordinati dal Gip di Venezia Alberto Scaramuzza e su richiesta della Procura. Il sindaco di Venezia è stato posto ai domiciliari. L’inchiesta, condotta dalla Guardia di Finanza, era partita tre anni fa ed è stata coordinata dai sostituti procuratori Stefano Ancillotto, Stefano Buccini e Paola Tonini (Dda).

Tra i 35 arrestati ci sarebbero, stando ad indiscrezioni, anche due ex Presidenti del Magistrato alle acque, emanazione del Ministero delle Infrastrutture.

Si apprende che la Procura della Repubblica avrebbe chiesto l’arresto anche di Giancarlo Galan, ex governatore del Veneto ed ex Ministro della Cultura, oggi senatore di Forza Italia.

Le Fiamme Gialle hanno anche sequestrato beni per il valore di 40 milioni di euro.

Si parla già di nuova tangentopoli veneta.

Redazione