Marino Andolina (screenshot Raitre)

Marino Andolina (screenshot Raitre)

Nuovo colpo di scena nella vicenda Stamina: sarà il vicepresidente di Stamina Foundation, Marino Andolina, a fare le infusioni secondo la contestata cura al piccolo Federico, dopo che ieri il tribunale di Pesaro ha deciso di nominare il medico, indagato a Torino insieme a Davide Vannoni, “commissario ad acta” con il compito di accertare la disponibilità di personale medico sia agli Spedali Riuniti di Brescia che in generale in Lombardia per sottoporre alle cure il bambino.

Lo ha annunciato lo stesso Andolina, spiegando: “Non me l’aspettavo. Ero tendenzialmente pessimista, ma alla fine il buon senso ha avuto il sopravvento. Rifiutare un ordine di un giudice e di un suo ausiliario sarebbe stato un reato non da poco”. Conferma della notizia è arrivata da Ezio Belleri, direttore generale degli Spedali Civili: “Il dottor Andolina si presenterà domattina in Azienda con la dottoressa Molino per effettuare le operazioni di infusione secondo il metodo Stamina nei confronti del paziente per il quale si è espresso il Tribunale di Pesaro”. Anche Erica Molino non fa parte del personale del nosocomio, ma – assicura Belleri – “il personale medico del reparto di Rianimazione sarà comunque pronto ad intervenire”.

La decisione è arrivata dopo una mattinata molto concitata in cui Andolina ha più volte minacciato l’intervento delle forze dell’ordine; il vicepresidente della Stamina Foundation ha spiegato inoltre quale sarà la procedura attuata domani: “La preparazione della siringa per l’infusione spetta a Erica Molino. Ho appreso che il passaggio della validazione delle cellule è già stato completato mesi fa. I lotti necessari hanno già passato i test di qualità e sono certificati, dunque non serve neanche il contributo della responsabile del laboratorio di Brescia che sarebbe sollevata dall’ordine di servizio”.

“Molino andrà in laboratorio, scongelerà la fiala e avvierà la procedura di preparazione della siringa per l’infusione. Io andrò a prenderla, firmerò l’atto di consegna, e inietterò le cellule per via lombare ed endovenosa al piccolo in rianimazione”, ha concluso Andolina.

Redazione online