Roma Gay Pride, gli organizzatori: “Siamo 200mila”

Gay Pride a Roma (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)
Gay Pride a Roma (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)

“Siamo 200mila”, questo l’annuncio degli organizzatori del Gay Pride in corso in queste ore a Roma, dietro lo slogan “Adesso fuori i diritti”. Tra i presenti a questa ventesima edizione, il sindaco della Capitale, Ignazio Marino, che tra applausi e qualche insulto, ha annunciato: “Subito dopo il voto sul bilancio calendarizzeremo in Consiglio comunale la delibera sulle unioni civili, ma non è sufficiente. Dobbiamo spingere sul Parlamento affinchè l’Italia superi questa vergogna di essere rimasta indietro rispetto al resto dell’Unione Europea”.

“Io penso che debba essere rispettato l’amore e l’affetto di tutte le persone e credo che sia davvero un’onta per il nostro Paese essere rimasto così indietro rispetto al resto del Continente europeo. Ma credo che con tutta la forza e l’energia di questa grande festa riusciremo a portare l’Italia ad avere per tutti gli stessi diritti”, ha poi aggiunto Marino, motivando in questo modo la sua presenza in piazza, vent’anni dopo quella di un altro primo cittadino, Francesco Rutelli, presente alla prima edizione.

Nel corteo, è stato chiamato in causa il presidente del Consiglio Matteo Renzi, invitato a rispettare “gli impegni presi con la comunità Lgbtqi durante le primarie del Partito Democratico e subito prima di sostituire al Governo Enrico Letta”. Presenti in corteo, inoltre, noti esponenti politici dichiaratamente omosessuali, come il leader di Sel, Nichi Vendola, che si è fatto immortalare insieme al suo compagno con le strisce arcobaleno sul volto, il simbolo dell’orgoglio gay di quest’anno.

Da parte loro, gli organizzatori puntano il dito contro quello che definiscono un arretramento del governo in materia di diritti civili, sottolineando la mancata delega alle Pari Opportunità, a oltre tre mesi dall’insediamento di Renzi, e le recenti prese di posizione del ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, rispetto alle linee guida per gli interventi contro omofobia e transfobia nelle scuole.

Redazione online