Istat: “6,87 milioni di italiani a casa senza un lavoro”

Disoccupazione giovanile (Getty Images)
Disoccupazione giovanile (Getty Images)

Stando ai dati Istat sul primo trimestre, sono quasi 7 milioni le persone che vorrebbero lavorare e che invece sono a casa.

Ai 3,487 milioni di disoccupati si possono sommare 3,381 milioni di inattivi che desidererebbero lavorare, ma non cercano attivamente o non sono subito disponibili, per un totale di 6,87 milioni. Un dato molto allarmante visto che Nove mesi fa erano 6 milioni.

Un “esercito” cresciuto solo nell’ultimo anno, tra i primi tre mesi del 2013 e lo stesso periodo del 2014, di ben 440 mila unità (+6,9%), alimentato sia dai disoccupati, coloro che effettivamente sono a caccia di un impiego, sia da quegli inattivi che si sono chiamati fuori dal mercato del lavoro pur mantenendo intatto il desiderio di un impiego. Un fenomeno su cui pesa lo scoraggiamento.
Il ministro del lavoro Giuliano Poletti intervenendo a La Repubblica delle Idee a Napoli. ha fatto sapere che “il governo Renzi non ha in previsione di cambiare l’età pensionabile, né innalzandola né abbassandola, rimane quella che è”.

“Dobbiamo ora lavorare – ha aggiunto Poletti – per trovare delle vie di equità, partendo da quelle persone che sono fuori dal mercato del lavoro e con gli ammortizzatori non arrivano alla pensione”.

“Penso – ha spiegato il ministro – a chi ha 60 anni, gli mancano tre anni alla pensione, perde il lavoro e ha due anni di ammortizzatori: gliene manca uno solo alla pensione ma è impossibile rioccuparlo. A questi – ha concluso – dobbiamo trovare una risposta”.
“Dalla prossima settimana renderemo noto quante sono le imprese che si offrono di dare servizi ai ragazzi nell’ambito di Garanzia Giovani (il Piano Europeo per la lotta alla disoccupazione giovanile, ndr)” ha detto Poletti. Il ministro ha poi sottolineato: “Partiremo piano, se saranno cento imprese dovremo ricordarci che prima erano zero”. La rendicontazione delle imprese arriva dopo quella dei giovani che si sono iscritti al programma: sono 70.000 e costituiscono, ha detto Poletti

Il ministro ha poi aggiunto: “Vigileremo su come le Regioni usano i fondi di Garanzia Giovani”. “Il piano operativo nazionale – spiega – prevede un monitoraggio sistematico da parte del ministero sull’efficacia degli interventi. Ogni venerdì verrà pubblicato il dato sugli andamenti di Garanzia giovani, così evitiamo di scoprire improvvisamente che una Regione si è fermata o che i soldi non sono stato spesi. Se le cose non vanno interviene il ministero, visto che abbiamo conservato dei fondi a livello nazionale per operazioni di supplenza. Ma – ha concluso – sarà un bene per Regioni che possono essere aiutate: non ci sostituiamo a loro, ma se non ce la fanno non possono tenere ferme le risorse”.

 

Redazione online