Caso Uva, pm chiede solo rinvio a giudizio per abuso di potere

Servizio televisivo sul caso Uva (screenshot Le Iene)
Servizio televisivo sul caso Uva (screenshot Le Iene)

Altro colpo di scena nel caso di Giuseppe Uva, l’uomo di 43 anni deceduto il 14 giugno di sei anni fa dopo esser stato fermato dalle forze dell’ordine, mentre con un amico stava spostando delle transenne. Il pm di Varese Felice Isnardi, al termine della sua requisitoria nell’udienza preliminare, ha chiesto il proscioglimento dei sette imputati, un carabiniere e sei poliziotti, dall’accusa di omicidio preterintenzionale, mentre l’unica accusa che rischia ora di rimanere in piedi è quella di abuso di potere.

A marzo, i pm varesini Agostino Abate e Sara Arduini hanno infatti chiesto oggi la fissazione dell’udienza preliminare e il rinvio a giudizio per otto carabinieri e agenti di polizia. Era stato il gip Giuseppe Battarino a chiedere l’imputazione coatta, in quanto Uva sarebbe “stato percosso da uno o più dei presenti in quella stanza, da ritenersi tutti concorrenti materiali e morali”, per cui la sua morte sarebbe “causamente connessa in particolare con la prolungata costrizione fisica associata a singoli atti aggressivi e contenitivi”.

“E’ una cosa inaspettata e per me non se lo aspettavano neanche gli imputati, ma si tratta delle richieste del pm e confidiamo nella decisione del giudice”, è stato il commento dei legali di Giuseppe Uva, dopo la richiesta di oggi avanzata dall’accusa. Molto provata dalla richiesta dell’accusa è sembrata invece Lucia Uva, sorella dell’uomo deceduto, che da ormai sei anni cerca giustizia per il fratello.

Redazione online