Uber: tassisti sul piede di guerra a Londra. Domani protesta in tutta Europa

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La protesta contro l’app Uber (per iPhone o dispositivi con Android) per il servizio di prenotazione e d’individuazione di mezzi di noleggio si accende a Londra. Alla vigilia di una protesta europea che si svolgerà domani, 11 giugno, migliaia di tassisti hanno bloccato ieri il centro della capitale britannica provocando il caos.
Mercoledì 11 giugno è stata indetta una nuova giornata di scioperi e proteste, che si svolgerà contemporaneamente a Milano, Londra, Berlino, Barcellona, Madrid e Parigi ma alla quale hanno aderito anche centinaia di altre città minori.

Il sindacato dei tassisti di Londra contesta il fatto che l’applicazione, progettata da una società americana, potrà consentire agli utenti di contattare anche i conducenti senza licenza e che non sono stati sottoposti a controlli di sicurezza.
Infatti, con la versione UberPop, chiunque può diventare autista e in questo caso si abbassano drasticamente le tariffe per gli utenti che potranno usufruire del servizio con un costo di chiamata di 2,5 € e la corsa circa cinquanta centesimi al minuto (con un minimo di 5 €).

Tanto che in Francia, il governo sta per presentare una legge che regolamenti il servizio offerto dall’applicazione nel quale tra le misure proposte introduce l’obbligo di immatricolazione delle auto segnalate nel servizio.
Ma non solo. Il servizio Uber offre anche la possibilità d’individuare il mezzo di noleggio più vicino al luogo in cui lo si vuole prenotare ma anche una volta effettuata la chiamata virtuale, di visualizzare il suo percorso sul proprio account di Google Maps e infine di valutare i percorsi più brevi per raggiungere la destinazione. Verrà inoltre indicato l’itinerario che il conducente dovrà seguire, ottimizzato per la percorrenza e per il traffico. Ecco come scaricare Uber OnLine.

Un supporto utile per gli utenti ma devastante per gli operatori. Nella proposta in Francia è stato indicato che questo tipo di visualizzazione virtuale sia applicabile solo per i taxi.

Un rappresentante sindacale inglese Steve Garelick ha denunciato il fatto che l’introduzione dell’applicazione sarà un colpo per i taxi e l’industria privata del noleggio sottolineando che ci devono essere per loro delle garanzie di fronte all’introduzione di Uber.

Intanto il valore della società è salito a 18,2 miliardi di dollari in virtù di un finanziamento da 1,2 miliardi.
Un vero e proprio consorzio di investitori guidato da Fidelity Investment sostenuto da Google e che difficilmente potrà essere contrastato.
Non a caso, Ceo Travis Kalanick ha ricordato che il servizio nato quattro anni fa e oggi opera in 128 città di 37 paesi del mondo.

Redazione

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