Allarme internazionale sull’Iraq

 

Il Palazzo di vetro, sede delle Nazioni Unite, New York (STAN HONDA/AFP/Getty Images)
Il Palazzo di vetro, sede delle Nazioni Unite, New York (STAN HONDA/AFP/Getty Images)

Gli Stati Uniti e il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, si sono detti “molto preoccupati” della situazione in Iraq oggetto dell’offensiva da parte dei miliziani jihadisti dello Stato islamico in Iraq e in Siria. “Deve essere chiaro che Isis rappresenta una minaccia per la stabilità dell’intera regione”, ha riferito il portavoce del dipartimento di Stato Usa Jen Psaki. La caduta di Mosul deve spingere i leader del Paese a lavorare insieme e gestire la “minaccia grave e mortale” che l’Iraq affronta, ha detto il ministro degli Esteri iracheno, Hoshyar Zebari, parlando ad Atene a margine del meeting dei ministri degli Esteri di Unione europea e Lega araba.

Intanto pesanti accuse al governo federale di Baghdad arrivano dal premier della regione autonoma del Kurdistan, Nechirvan Barzani, attraverso al-Arabiya:secondo cui il governo centrale non “ avrebbe protetto abbastanza Mosul” impdendo “alle forze di sicurezza curde di intervenire quando i miliziani qaedisti hanno assaltato” la città. Secondo fonti della sicurezza locale, i miliziani jihadisti a Mosul hanno rapito il console turco e altre 47 persone, tutte di nazionalità turche: membri del corpo diplomatico, delle forze speciali e tre bambini. Ventotto camionisti sono stati fermati mentre trasportavano nafta. I conducenti trasportavano diesel dal porto di Iskenderun, nel sud della Turchia, alla centrale elettrica di Mosul, dove ad attenderli hanno trovato i miliziani.
Il ministro degli Esteri turco Ahmet Davutoglu ha annunciato “rappresaglie durissime contro i jihadisti dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante se i cittadini turchi saranno minacciati”. Lo stesso ministro sarebbe in stretto contatto con le autorità irachene, curde e americane per ottenere il rilascio delle persone rapite. Il segretario generale delle Nazioni unite, Ban Ki-moon, ha definito “totalmente inaccettabile” il sequestro del console generale e “di molti” diplomatici della Turchia nel consolato del Paese. La Turchia ha chiesto una riunione d’emergenza della Nato per discutere la situazione in Iraq mentre il rappresentante dell’Unione patriottica del Kurdistan a Teheran, Nazzem Dabbaq ha dichiarato che i guerriglieri curdi peshmerga sono pronti a combattere per liberare Mosul dai jihadisti. Walid al-Muallim ministero degli esteri di Damasco ha dichiarato che il il regime siriano si è pronto alla “cooperazione” con l’Iraq contro il “terrorismo, nemico comune”.
Il ministro degli esteri, Federica Mogherini, nel bilaterale con il collega iracheno Hoshyar Zebari a margine del vertice Ue-Lega Araba ad Atene ha commentato i fatti delle ultime ore: “Siamo preoccupati ed è necessario che la comunità internazionale e l’Italia appoggino il governo iracheno nella risposta alla minaccia del terrorismo”, ha auspicato. La presa di Mosul ha suscitato l’allarme di Andrea Manciulli, Presidente della delegazione parlamentare presso l’assemblea parlamentare della Nato: “È estremamente preoccupante che dopo la presa di Falluja qualche mese fa, le truppe jihadiste abbiano occupato anche Mosul. L’evoluzione del terrorismo e del jihadismo devono preoccupare di più l’Europa e l’Occidente. Se insieme a questa presenza sensibile in alcuni paesi, si pensi anche al fenomeno dei ‘foreign fighters’ che dopo aver combattuto in Siria colpiscono in Europa come è successo a Bruxelles, o anche al fenomeno delle bande armate di stampo jihadista in Libia e nel deserto del Sahara, si ha un quadro del Mediterraneo assai complicato. Siamo d’accordo col ministro Mogherini che questi fenomeni debbano essere approfonditi e guardati con maggiore attenzione politica”.

Redazione