Bce: bene il deficit in Italia, ma la vera ripresa è ancora lontana.

La sede della Banca Centrale Europea a Francoforte (Getty Images)
La sede della Banca Centrale Europea a Francoforte (Getty Images)

Secondo il bollettino trimestrale della Bce l’Italia ha attuato “una correzione sostenibile” del deficit eccessivo, ma deve “accrescere gli sforzi di risanamento per assicurare sufficienti progressi” verso gli obiettivi di medio termine “con la priorità di imprimere uno stabile andamento discendente al cospicuo debito in rapporto al Pil”.
Dunque il deficit tendenziale italiano, e implicitamente tutta la manovra del governo Renzi viene promosso , con riserva, dalla Bce.
Riguardo al rischio di deflazione, che ha depresso l’Eurozona negli ultimi tre anni, la Banca centrale europea fa riferimento al pacchetto di misure da essa stessa annunciate la scorsa settimana, comprendenti i “lavori preparatori” per l’acquisto delle cartolarizzazioni (Abs) delle bad bank europee. Secondo la Bce questo servirà a scongiurare il rischio di deflazione e “contribuirà a riportare i tassi d’inflazione in prossimità del 2%” allo scopo di sollevarle dalle sofferenze.
Tuttavia il comunicato lascia implicitamente comprendere che la misura potrebbe non essere sufficiente tanto che, lo stesso bollettino rimarca che il Consiglio Bce intende confermare il proprio “unanime impegno a ricorrere anche a strumenti non convenzionali, nel quadro del proprio mandato, qualora si rendesse ancora necessario affrontare rischi connessi con un periodo di bassa inflazione eccessivamente prolungato”.
Secondo Francoforte rischio di deflazione nell’Eurozona “sembra remoto allo stato attuale” pur nella consapevolezza che “il protrarsi di tassi d’inflazione positivi ma bassi potrebbe essere, in determinate circostanze, fonte di timori e richiedere un’appropriata risposta in termini di politica monetaria”.
In termini più generali la Bce sembra intrvedere una “graduale ripresa” pur ammettendo che essa è “in una certa misura più debole delle attese”. Il bollettino fa immancabilmente riferimento allla vera spina nel fianco dell’Eurozona, il problema disoccupazione “sebbene dai mercati del lavoro provenga qualche ulteriore segnale di miglioramento, la disoccupazione resta elevata” ammette la Banca centrale europea.

Redazione