Corte Ue: Deltafina condannata per cartel tabacco

Sigaretta (Getty Images)
Sigaretta (Getty Images)

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha respinto il ricorso presentato da Deltafina spa, la società italiana attiva nella trasformazione del tabacco greggio e nella vendita del tabacco trasformato, confermando una sentenza del 2011 del tribunale Ue e condannando l’azienda, controllata al 100% dalla società americana Universal Corp, a pagare un’ammenda di 30 milioni di euro per aver preso parte ad un cartel sul tabacco negli anni Novanta.

La vicenda risale al 2005 quando la Commissione europea aveva inflitto ad alcune aziende della ammende per un totale di 56 milioni di euro per la loro partecipazione, tra il 1995 e il 2002, ad un’intesa orizzontale sul mercato italiano del tabacco greggio, per la collusione sui prezzi da pagare ai produttori di tabacco e agli intermediari, nonché la ripartizione dei fornitori.

La società italiana Deltafina che fu la prima a rivelare alla Commissione l’esistenza dell’intesa ottenne nell’ambito del programma di clemenza e all’inizio del procedimento amministrativo, l’immunità condizionata della Commissione.

Tuttavia, la Commissione Ue ritenne che la Deltafina aveva violato l’obbligo di collaborazione per cui aveva ottenuto l’immunità in quanto durante una riunione dell’Associazione professionale trasformatori tabacchi italiani (Apti), Deltafina avrebbe rivelato ai suoi concorrenti di aver presentato la richiesta di immunità, prima che la Commissione avesse avuto modo di svolgere gli accertamenti relativi all’intesa.

Al termine del procedimento amministrativo la Commissione ha inflitto a Deltafina un’ammenda per la sua partecipazione all’intesa. Nel 2011 il Tribunale Ue, con sentenze del 9 settembre 2011, aveva confermato la decisione della Commissione europea che aveva inflitto un’ammenda di 30 milioni di euro alla Deltafina e di 24 milioni alla Alliance One International.

Ma Deltafina aveva presentato il ricorso alla Corte Europea.
Tuttavia come riposta l’Ansa, con la sentenza odierna la Corte, considerando la collaborazione fornita dall’azienda all’indagine, ha ridotto l’ammenda del 50%, condannandola ad una multa di 30 milioni di euro, in solido con la società controllante Universal Corp.

Redazione