Domani il Consiglio dei Ministri sulla riforma della PA

Marianna Madia (a sx) con Maria Elena Boschi (Vittorio Zunino Celotto/Getty Images)
Marianna Madia (a sx) con Maria Elena Boschi (Vittorio Zunino Celotto/Getty Images)

A poche ore dal Consiglio dei Ministri che domani darà il via a quello che, stando agli annunci, dovrebbe trattarsi di un cambiamento epocale comincia a circolare il testo con i 26 articoli della riforma della Pubblica Amministrazione secondo il ministro Marianna Madia. Molte le brutte sorprese per i dipendenti della Pa: prepensionamenti automatici, mobilità forzata e, sopratutto fine del «trattenimento», vale a dire l’istituto che ha premesso finora ai dipendenti di rimanere in servizio dopo l’età di pensionamento.

L’aspetto più rilevante è quello della mobilità. I dipendenti pubblici potranno essere spostati senza assenso in un diverso posto di lavoro se la nuova sede è collocata nell’arco di 100 chilometri. Due le alternative: entro 50 chilometri le sedi diverse saranno considerate stessa unità produttiva e si potrà procedere senza problemi; tra 50 e 100 chilometri gli spostamenti dovranno essere giustificati da esigenze organizzative e produttive. Nelle intenzioni del Ministro dovrebbe inoltre essere abrogato l’istituto del trattenimento in servizio, avendo a riferimento il 31 ottobre prossimo. Dopo quella data chi raggiunge l’età del pensionamento dovrà rassegnarsi ad andare a casa. La data del 31 ottobre è importante anche perché rappresenta il riferimento per eventuali prepensionamenti da parte della PA. In caso di esuberi, stando al testo, si potrà procedere alla risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro dei dipendenti, che entro i due anni successivi alla data del 31 ottobre, matureranno il diritto alla pensione.

La riforma non risparmia i dirigenti: il loro bonus sarà correlato all’andamento economico del Pil. La revisione dei criteri operativi coinvolge inoltre distacchi, aspettative e permessi sindacali: a partire dal primo agosto del 2014 sono ridotti del 50% per ciascuna associazione sindacale, con l’obiettivo di ridurre la spesa pubblica. La riforma riguarderà infine i componenti delle Autorità indipendenti i quali non potranno essere nuovamente nominati per un periodo pari alla durata dell’incarico precedente. Il vincolo riguarderà Antitrust, Privacy, Autorità per l’Energia, Consob, Ivass, Autorità per i Trasporti, Agcom, Anticorruzione e Commissione scioperi. Per loro scatterà è previsto l’obbligo di assunzione solo tramite concorsi con cadenza annuale.

La riforma, già alla vigilia del Cdm, suscita dure reazioni. Oltre a quella dei sindacati, che annunciano «forme di mobilitazione, anche importanti», si è mobilitata la Corte dei conti per mettere in guardia il Governo sull’eliminazione dell’istituto del trattenimento in servizio: secondo i magistrati contabili la riforma peggiorerebbe in maniera irreparabile il già gravissimo vuoto negli organici dei giudici con conseguenze «difficilmente gestibili».
Il governo e il ministro Marianna Madia si confronteranno in giornata con le sigle sindacali. Un confronto che si annuncia non facile.

Redazione