Mare Nostrum, Delrio: “Fieri di aver soccorso 39mila migranti”

Graziano Delrio con Matteo Renzi (Elisabetta Villa/Getty Images)
Graziano Delrio con Matteo Renzi (Elisabetta Villa/Getty Images)

Prosegue il dibattito a Palazzo Madama intorno all’operazione Mare Nostrum; in mattinata, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, intervenendo in Aula, ha sottolineato: “Andiamo fieri dell’operazione Mare Nostrum che ha premesso di soccorre 39mila migranti”. L’ex sindaco di Reggio Emilia si è poi detto contrario a mozioni proposte che prevedano la sospensione delle operazioni, evidenziando come “l’80% dei migranti che arrivano in Italia hanno la caratteristiche per essere considerati rifugiati, non clandestini”.

Contestualmente, Delrio ha sottolineato che il governo Renzi è “assolutamente concorde con molti degli elementi emersi nelle mozioni per migliorare e anche superare la missione Mare Nostrum, nel senso di renderla pienamente europea e non più una missione emergenziale”. Tra coloro che ieri hanno avanzato una proposta in questo senso, gli ex M5S di Italia Lavori in corso, che oggi – attraverso il senatore Lorenzo Battista – ha evidenziato: “Molti potenziali beneficiari di protezione internazionale rifiutano di espletare le procedure di riconoscimento una volta giunti in Italia nella speranza di poter, raggiungere i propri congiunti nei Paesi del nord Europa, anche clandestinamente”.

Battista ha proseguito: “Con l’imminente avvio del semestre di presidenza italiana dell’Unione europea, il Governo italiano avrà una grande occasione per affrontare il problema dei flussi migratori e, a maggior ragione, come abbiamo piu’ volte chiesto e’ indispensabile, ”coordinare Frontex, Eurosur e Mare Nostrum, anche al fine di evitare duplicazioni delle funzioni e disfunzioni nelle operazioni e raccolta dati”.

Infine, presentando la sua mozione al Senato, il presidente della Commissione Affari esteri di palazzo Madama Pier Ferdinando Casini ha sottolineato: “Davanti ad un’emergenza causata da una tragedia immane, che ha sconvolto i Paesi del Nord Africa ed altri Paesi, come la Siria, l’Italia non ha voltato la testa dall’altra parte. Il nostro Paese si è assunto la responsabilità di una gestione straordinaria, immediata ed irripetibile di un flusso di persone disperate, molte delle quali hanno trovato inevitabilmente la morte nel fondo di un mare così affascinante e così terribile come il mar Mediterraneo”.

“Oggi c’è la necessità di capire quale possa essere l’exit strategy da Mare nostrum, con un coinvolgimento più ampio ed iniziative che si possano portare nel territorio africano, una volta che vi sia un minimo di interlocuzione statutaria con i nostri corrispettivi dall’altra parte del mar Mediterraneo”, ha concluso Casini.

Redazione online