Mose, Orsoni: “Non mi dimetto. Mazzacurati è un millantatore”

Veduta aerea di Venezia (Dan Kitwood/Getty Images)
Veduta aerea di Venezia (Dan Kitwood/Getty Images)

Il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni, indagato per finanziamento illecito nell’inchiesta del Mose è tornato in libertà dopo aver concordato, attraverso i suoi legali, con i pm dell’inchiesta sul Mose un patteggiamento a quattro mesi. Infatti il Gip del Tribunale di Venezia ha revocato la misura cautelare degli arresti domiciliari disposta nei confronti di Orsoni lo scorso 4 giugno ritenendo che non vi fossero più le esigenze cautelari.

Il sindaco, nel primo pomeriggio, ha tenuto una conferenza stampa presso la sede del comune a Cà Farsetti, durante la quale ha assicurato di aver escluso di dimettersi dall’incarico di sindaco in quanto ha affermato di aver sempre agito a favore della città: “Mi sono fatto molti nemici e forse questo è lo scotto che ho pagato” ha detto Orsoni.

Sul tema dell’inchiesta e in merito ai soldi che avrebbe ricevuto dall’ex presidente del Consorzio Venezia Nuova, Giovanni Mazzacurati, il primo cittadino ha dichiarato che “Mazzacurati è un millantatore”.

Orsoni ha poi parlato dei 110mila euro che secondo la procura costituiscono una parte dei fondi illeciti sottolineando di non aver “mai sospettato che le aziende che contribuivano se li fossero illecitamente procurati. Non ho mai pensato che fossero men che leciti – ha spiegato Orsoni. Come le imprese che facevano capo al Consorzio Venezia Nuova si procurassero quei fondi non era una cosa che potevo sapere anche perché devo dirvi che ho saputo solo al termine della campagna elettorale chi aveva contribuito e chi non aveva contribuito”.

“Non avevo un comitato elettorale sono stato sostenuto solo dai miei partiti: il maggior sostegno è venuto dal Pd e poi dagli altri con cui ho interloquito. Non ho mai ricevuto denaro che è stato gestito da altri- ha poi ribadito Orsoni. Io ho fatto il mio lavoro e mi sono posto contro chi voleva fare un utilizzo dissennato della città, mi sono opposto alle concessioni che solo uno Stato bene organizzato e forte può fare. Un modello che il nostro Stato forse non è in grado di gestire. Per questo mi sono fatto molti nemici”.

Redazione

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