Ue: accordo ministri ambiente su libera scelta coltivazioni Ogm

Proteste Greenpeace contro Ogm (Getty images)
Proteste Greenpeace contro Ogm (Getty images)

E’ stato raggiunto oggi a Lussemburgo un accordo politico dei ministri dell’ambiente dell’Ue, che si sono riuniti oggi e con il quale lascia liberi gli Stati membri di coltivare o di vietare – parzialmente o completamente – gli Ogm sul loro territorio.

MINISTRO GALLETTI– Soddisfazione espressa dal ministro dell’ambiente italiano Luca Galletti che si Twitter ha commentato: “Su Ogm in Ue vince la linea italiana. Orgogliosi dell’accordo raggiunto. #libertàdiscelta per gli Stati e l’Italia dice NO agli #Ogm”.

Il ministro in una dichiarazione ha poi auspicato da “ogni Paese membro un aiuto per arrivare a chiudere entro la fine dell’anno il dossier sulla libertà di coltivazione o meno di Ogm nell’Ue, dopo l’accordo politico raggiunto con due sole astensioni, quella di Belgio e Lussemburgo”, sottolineando che “da parte dell’Italia c’é il massimo impegno a chiudere il dossier. E credo che se riuscissimo a ottenere questo obiettivo, daremo un segnale molto forte ai nostri Paesi anche sull’unità dell’Europa”.

COLDIRETTI – Il Consiglio di Stato ha confermato la decisione del Tar del Lazio di bloccare le semine biotech in Friuli rinviando la definitiva decisione nel merito al 4 dicembre quando di fatto sarà già in vigore la normativa europea che lascia la libertà di non coltivare Ogm ai singoli Stati Membri.

“L’Italia è libera di non coltivare Ogm come ha fatto fino ad ora e come chiedono quasi 8 cittadini su 10, (76%) che si oppongono al biotech nei campi” è quanto ha sottolineato il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, commentando l’accordo politico dei ministri dell’ambiente dell’Ue, che dopo quattro anni di dibattiti lascia liberi gli Stati membri di coltivare o di vietare gli Ogm sul loro territorio.

“La procedura che potrà essere perfezionata nel semestre di presidenza italiana con l’impegno del ministro dell’Ambiente Luca Galletti, al quale va peraltro il nostro ringraziamento, realizza da subito una svolta profonda nel quadro normativo europeo” ha spiegato Moncalvo ricordato che “il divieto di coltivazione da misura provvisoria e legata al principio di precauzione per motivi ambientali e sanitari diventa giustamente una decisione permanente assunta sulla base del modello di sviluppo che ogni singolo Paese intende sostenere”.

“Per l’Italia gli organismi geneticamente modificati (Ogm) in agricoltura non pongono solo seri problemi di sicurezza ambientale e alimentare, ma soprattutto perseguono un modello di sviluppo che è il grande alleato dell’omologazione e il grande nemico del Made in Italy” ha poi concluso il presidente dell’associazione degli agricoltori.

CONFEDERAZIONE AGRICOLTORI – Plauso anche da parte della Cia-Confederazione italiana agricoltori: “Finalmente l’Europa ha raggiunto un accordo politico per regolamentare gli Ogm, lasciando agli Stati membri la libertà di coltivare o vietare la loro coltivazione sul proprio territorio. Si tratta di un passo avanti fondamentale per giungere a una soluzione definitiva della questione, anche in Italia dove da tempo è stata richiesta l’attivazione della clausola di salvaguardia”.

“Oggi la maggior parte dei consumatori e dei produttori europei si muove in direzione opposta agli Ogm. Non solo tre cittadini su cinque in Ue sono contrari ai cibi biotech, ma la stessa superficie agricola comunitaria dedicata alle colture geneticamente modificate è irrisoria, rappresentando lo 0,001 per cento del totale” precisa la Cia assicurando che “da parte nostra non c’è un atteggiamento oscurantista o ideologico, né una preclusione nei confronti della ricerca, ma bisogna tutelare le esigenze peculiari delle produzioni tipiche dei territori agricoli italiani”.

“Il nostro no agli Ogm scaturisce dalla consapevolezza che la loro introduzione può annullare la nostra idea di agricoltura e il maggiore vantaggio competitivo che abbiamo all’estero”, conclude la Confederazione italiana agricoltori.

MONITO DI GREENPEACE E SLOW FOOD– Sull’accordo raggiunto oggi, sono intervenute anche le associazioni Greenpeace e Slow Food denunciando che l’accordo rischia di trasformarsi in una trappola per i Paesi che non vogliono gli Ogm: “Il testo presentato dalla Grecia dà poche garanzie di reggere in sede legale. Quei Paesi, come l’Italia, che vogliono dire no agli Ogm sarebbero esposti alle ritorsioni legali del settore biotech” sottolineano le associazioni che spiegano che il testo “darebbe alle aziende biotech un ruolo formale nel processo di messa al bando della coltivazione di ogm”.

Inoltre, il testo “impedisce agli Stati membri di utilizzare le motivazioni legate ai rischi per salute e l’ambiente derivanti da colture ogm per limitarne la coltivazione a livello nazionale”.

Considerando che il testo approvato dovrà tornare al Parlamento europeo per la seconda lettura, Greenpeace e Slow Food chiedono ai parlamentari Ue di “rafforzare la legge norma sulla ri-nazionalizzazione per garantire reale solidità giuridica alle iniziative di quegli Stati membri che intendono vietare la coltivazione di ogm sul proprio territorio”.
Le associazioni concludono auspicando che il semestre della Presidenza italiana possa “essere l’occasione per affermare un ruolo da protagonista del nostro Paese per salvaguardare agricoltura, ambiente ed economia italiana dai pericoli degli ogm”.

Redazione