Dalai Lama a Livorno: contestato da comunità buddhista Shugden

Dalai Lama (screen shot youtube)
Dalai Lama (screen shot youtube)

Le divergenze interne al buddhismo sbarcano anche a Livorno dove il Dalai Lama, in occasione del sua visita in Italia, ha tenuto due lezioni di insegnamento ed è stato contestato da un gruppo di 400 persone davanti alla sede del Modigliani Forum con tanto di striscioni recanti la scritta: “Dalai Lama, basta mentire”.
Si apprende che i contestatori fanno parte della comunità internazionale Shugden (Isc), un’organizzazione buddhista che venera il culto dell’antica divinità Buddista Dorje Shugden e che fu vietato nel 1996 dal Dalai Lama provocando le persecuzioni a milioni di buddisti tibetani devoti a Shugden in tutto il mondo.

I praticanti italiani Shugden sono stati esclusi dal partecipare all’evento di Livorno del Dalai Lama e in linea con l’organizzazione internazionale hanno accusato il leader spirituale di persecuzione religiosa e violazione dei diritti umani.

In una nota portavoce delll’Isc, Fabrizio Bernacchi, ha spiegato che “Dorje Shugden è una divinità protettrice Buddista molto amata da circa 4 milioni di praticanti in Tibet, Mongolia, India, e nel resto del mondo occidentale” sottolineando che “il divieto del Dalai Lama sta causando persecuzioni e discriminazioni su larga scala in tutto il mondo buddista”.

Bernacchi ha poi ribadito che “poiché la fonte di questo problema è il Dalai Lama stesso, l’Isc gli chiede di fermare la persecuzione delle persone Shugden e di concedere la libertà di religione”.

“Non abbiamo nessun tipo di legame con il governo cinese e non abbiamo mai ricevuto alcun finanziamento da loro, e di questo né il Dalai Lama, né nessun altro ha mai fornito uno straccio di prova” ha spiegato Bernacchi denunciando che “la loro affermazione è una totale menzogna, una cortina di fumo per distogliere l’attenzione dalla verità: il Dalai Lama sta perseguitando le persone per la loro fede e nega loro il diritto fondamentale alla libertà di religione”.

Redazione