L’addio di Migliore a Sel: “Io sindaco di Napoli? Sarei onorato”

Vendola e Migliore (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)
Vendola e Migliore (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)

Non sono passati nemmeno due giorni da quando Gennaro Migliore si è dimesso da capogruppo di Sel alla Camera dei deputati, scegliendo contestualmente di abbandonare il partito di Vendola, che già – intervistato dal ‘Mattino’ di Napoli – sottolinea che qualora venisse indicato come candidato sindaco del centrosinistra a Napoli non si tirerebbe indietro: “Ne sarei onorato”, ha infatti spiegato l’ormai ex Sel.

Poi, commentando l’incontro con il vicesegretario Pd Lorenzo Guerini, avvenuto all’Hotel Bernini, a Roma, nel mezzo del caos legato alle spaccature interne a Sel, lo definisce “fortuito”. Ha spiegato Migliore: “Non è una scelta individuale la mia. Insieme ad altri c’è stata semplicemente la presa d’atto di una condizione d’incompatibilità all’interno di Sel”. E sui rapporti sul Pd: “Intendiamo approfondire – spiega – il dialogo con il governo Renzi, verso Sud e verso sinistra”. Secondo un’altra fuoriuscita, Titti Di Salvo, però, non c’è nessuna volontà di entrare nel Pd; l’esponente ex Sel ha ribadito a La7: “Costituiremo un gruppo autonomo”.

“Non posso tenere con la forza accanto a me chi vuole correre sul carro del vincitore”, ha commentato ancora una volta stamattina Nichi Vendola a proposito delle fuoriuscite dal suo partito, non risparmiando critiche al “renzismo” degli ex Sel: “Io sono piuttosto anticonformista, non vivo la seduzione che si vive nei confronti di chi periodicamente è celebrato come uomo della provvidenza”. Ha concluso Vendola: “Una parte dei parlamentari guidati da Migliore pensa che sinistra di governo significhi diventare sinistra al governo”.

Redazione online