Draghi rassicura sulla ripresa economica, anche se debole e con disoccupazione alta

Mario Draghi (getty images)
Mario Draghi (getty images)

Il presidente della Bce Mario Draghi è tornato a ripetere ancora una volta che l’Europa è uscita dalla crisi economica e che “la ripresa è in corso da nove mesi ma è ancora debole, distribuita non uniformemente nell’area euro. Ed è fragile“. Queste le parole di Draghi al quotidiano olandese De Telegraaf. “L’attività economica sta gradualmente, anche se piano, accelerando”, ha aggiunto, ma il livello di disoccupazione “è ancora molto alto”.

Nell’Eurozona l’inflazione è bassa, ha ricordato il presidente della Bce, che tuttavia ha negato il rischio di una deflazione, ovvero inflazione negativa: “Non vediamo deflazione nel senso di un calo dei prezzi su tutto lo spettro nell’area euro”, ha detto. Quello che “vediamo è una bassa inflazione che persiste per un lungo periodo”, ha precisato.

Riguardo ad un probabile aumento del prezzo del petrolio a causa dell’aggravarsi delle tensioni in Iraq, Draghi ha osservato che questo inciderà sull’inflazione se “non sperimenteremo un ulteriore apprezzamento dell’euro”. Quindi il presidente della Bce ha riconosciuto che con la bassa inflazione “la riduzione dei livelli di debito, che è molto importante in larga parte dell’area euro, diventa più difficile”.

Per Draghi “la crisi e la disoccupazione sono il risultato di una severa crisi finanziaria e in parte di sbagliate politiche economiche. L’euro può averlo mascherato ma non l’ha causato”, ha precisato. “Dobbiamo finire l’Unione Monetaria, e consentirle di creare prosperità e lavoro”, ha affermato il presidente della Banca centrale europea.  “Non possiamo accettare il presente, perché abbiamo una crescita bassa e un’insufficiente creazione di posti di lavoro. Ma non dobbiamo sognare il passato”, ha avvertito Draghi, spiegando che i tassi di interesse resteranno bassi a lungo, come da misure adottate lo scorso 5 giugno. “Il nostro programma a sostegno del credito delle banche alle imprese continuerà per quattro anni”, ha spiegato, aggiungendo che un peggioramento delle aspettative sull’inflazione nel medio termine potrebbe spingere la Bce a un nuovo piano di acquisti di bond, che potrebbe riguardare non solo i bond dei governi ma anche i finanziamenti del settore privato. Una eventualità di cui tuttavia la Bce discuterà “quando verrà il momento”.

Redazione