Inchiesta Mose, Galan deposita la sua memoria difensiva

Giancarlo Galan (Getty Images)
Giancarlo Galan (Getty Images)

Giancarlo Galan, già presidente della Regione Veneto e ministro delle Politiche agricole, poi dei Beni culturali, attualmente presidente della Commissione Cultura alla Camera, ha deposito in mattinata la propria memoria difensiva alla Giunta per le autorizzazioni di Montecitorio, in virtù del proprio coinvolgimento nell’inchiesta sugli appalti del Mose di Venezia. Ora la Giunta ascolterà mercoledì Galan, sulla cui richiesta d’arresto dovrà poi decidere entro il mese di luglio.

La memoria difensiva di Galan è stata preparata insieme ai legali Antonio Franchini e Niccolò Ghedini; “Sono stato investito da un ciclone umano, mediatico, giudiziario che mai avrei pensato. Io non ho le colpe che mi vengono attribuite”, ha spiegato il deputato “azzurro”, sottolineando come “sulle mie condizioni patrimoniali e sulla casa sono state dette fesserie colossali. Non esiste una parola sul fatto che io abbia avuto soldi”.

Proprio sulla controversa vicenda della casa, Galan ci ha tenuto a spiegare: “Fu acquistata a un’asta giudiziaria nel 1999 per 300 milioni di lire da un dentista di Pantelleria, dopo che l’asta era andata deserta 15 volte. Io la compro nel 2005 per un prezzo di poco inferiore a un milione di euro, quindi la pago sei volte tanto, perché era già restaurata”. Gran parte delle migliorie, dunque, sarebbero state apportate dall’ex proprietario, “le cifre che ho speso io sono 400 milioni nella parte centrale e 300 mila euro, in tutto 700 mila euro per i quali ho contratto mutuo per 200 mila euro, e i lavori non sono finiti nel 2011 ma nel 2007”.

“Non ci sono prove che io abbia ricevuto denaro”, la tesi difensiva più volte rilanciata da Galan nel corso di queste settimane e ribadita nella conferenza stampa che ha tenuto a Montecitorio per presentare il contenuto della sua memoria difensiva. L’ex ministro ha aggiunto: “Chiedevo che i magistrati mi ascoltassero e che fossero i primi a farlo, nel 2013 quando sono stati arrestati i miei attuali accusatorti e volevo che mi ascoltassero all’inizio di questa vicenda. Non hanno voluto farlo e ora sono qui”.

Redazione online