Palermo: maxi blitz contro la nuova mafia, oltre 90 arresti

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“Apocalisse” è il nome della maxi operazione condotta da un imponente spiegamento di forze dell’ordine, tra Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, scattata questa mattina a Palermo. Sono state arrestate ben 93 persone con accuse di associazione mafiosa e altri reati; altre due per le quali è stato emesso il provvedimento restrittivo risultano latitanti. Si tratta di appartenenti al clan mafiosi di Resuttana e San Lorenzo, conosciuti anche come “nuova mafia”. Tra gli arrestati c’è Girolamo Biondino, fratello di Salvatore, l’autista di Totò Riina. L’uomo era uscito dal carcere da poco e subito era tornato a fare il capo clan. Secondo gli investigatori dirigeva un vasto giro di estorsioni a danno di imprese ed attività commerciali della zona di Palermo, con un pesante condizionamento dell’economia locale.

Le indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo, hanno individuato i capi clan e hanno permesso di azzerare il mandamento un tempo guidato dai boss Sandro e Salvatore Lo Piccolo, successivamente diretto da Giuseppe Liga, detto l’architetto. Sono stati sequestrati anche diversi complessi aziendali del valore di diversi milioni di euro.

L’operazione potrebbe addirittura fornire nuovi decisivi elementi su un delitto di mafia avvenuto oltre 100 anni fa: l’uccisione del poliziotto italoamericano Joe Petrosino, avvenuta il 12 marzo 1909. In un’intercettazione nei confronti di Domenico Palazzotto, uno degli indagati, questo si vanta con gli amici di essere discendente di Paolo Palazzotto, l’uomo che fu arrestato per primo con l’accusa di essere il killer di Petrosino, su mandato del boss Cascio Ferro. All’epoca sia Paolo Palazzotto che Cascio Ferro furono poi assolti per insufficienza di prove.

Redazione