Papa Francesco: “Nessuno diventa cristiano da sé”

Papa Francesco (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)
Papa Francesco (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)

“Nessuno diventa cristiano da sé. Non si fanno cristiani in laboratorio. Il cristiano è parte di un popolo che viene da lontano. Il cristiano appartiene a un popolo che si chiama Chiesa e questa Chiesa lo fa cristiano il giorno del Battesimo, si capisce, e poi nel percorso della catechesi e tante cose. Ma nessuno, nessuno, diventa cristiano da sé”, così Papa Francesco nel corso dell’udienza generale del mercoledì in Piazza San Pietro, di fronte a circa 30mila fedeli.

Ha spiegato ancora il Pontefice: “Se noi crediamo, se sappiamo pregare, se conosciamo il Signore e possiamo ascoltare la sua Parola, se lo sentiamo vicino e lo riconosciamo nei fratelli, è perché altri, prima di noi hanno vissuto la fede e poi ce l’hanno trasmessa, la fede l’abbiamo ricevuta dai nostri padri, dai nostri antenati e loro ce l’hanno insegnata”. Poi il commosso ricordo del “volto della suora che mi ha insegnato il catechismo e sempre mi viene – è in Cielo sicuro, perché è una santa donna – ma io la ricordo sempre e rendo grazie a Dio per questa suora – oppure il volto del parroco, di un altro prete, o di una suora, di un catechista, che ci ha trasmesso il contenuto della fede e ci ha fatto crescere come cristiani”.

Nella Chiesa, ha ammonito in maniera decisa Papa Francesco, “non esiste il ‘fai da te’, non esistono ‘battitori liberi’. Quante volte Papa Benedetto ha descritto la Chiesa come un ‘noi’ ecclesiale! Talvolta capita di sentire qualcuno dire: ‘Io credo in Dio, credo in Gesù, ma la Chiesa non m’interessa…’. Quante volte abbiamo sentito questo? E questo non va”. E’ in errore, sintetizzando il pensiero del Pontefice, “chi ritiene di poter avere un rapporto personale, diretto, immediato con Gesù Cristo al di fuori della comunione e della mediazione della Chiesa”. Papa Francesco ha intimato: “Sono tentazioni pericolose e dannose. Sono, come diceva il grande Paolo VI, dicotomie assurde”.

“Il Signore ha affidato il suo messaggio di salvezza a delle persone umane, a tutti noi, a dei testimoni; ed è nei nostri fratelli e nelle nostre sorelle, con i loro doni e i loro limiti, che ci viene incontro e si fa riconoscere. E questo significa appartenere alla Chiesa”, ha concluso il Pontefice.

Redazione online