Svolta nel giallo del Salento, c’è un fermato

Particolare di un'auto dei carabinieri (Getty Images)
Particolare di un’auto dei carabinieri (Getty Images)

C’è una svolta nel giallo della coppia di Porto Cesareo, località balneare del Salento, sulla costa ionica, ritrovata ieri mattina priva di vita nella loro abitazione dalla figlia, arrivata in casa intorno alle sette e trenta del mattino. Nella notte, infatti, è stato fermato a bordo della sua auto, un 51enne, originario di Manduria, nel tarantino, ma residente da tempo a Porto Cesareo, Vincenzo Tarantino.

Luigi Ferrari e Antonella Parente, questi i nomi dei due coniugi, erano stati colpiti con coltellate o con altri corpi contundenti, anche alla testa. L’ipotesi seguita immediatamente dagli inquirenti è stata quella della rapina finita male: nell’abitazione, infatti, sono state ritrovate diverse banconote, presumibilmente perse durante la fuga, ma soprattutto mancava una cassaforte a muro, all’interno della quale i coniugi conservavano i propri risparmi. Qualcosa però non quadrava: perché infatti agire con impulso omicida nel cuore della notte? Da questa domanda, gli inquirenti sono partiti per risolvere in breve tempo l’enigma.

Secondo una prima sommaria ricostruzione, compiuta dai carabinieri giunti sul posto insieme ai sanitari del 118, la coppia si sarebbe svegliata a causa di alcuni rumori e il ladro, sentitosi scoperto, ha agito d’impulso, uccidendo i due coniugi. Sul posto è giunto anche il medico legale Roberto Vaglio, incaricato dal pm di turno, Giuseppe Capoccia: dai suoi rilievi potrebbero emergere nuovi particolari utili alle indagini, nel frattempo anche il Servizio investigazioni scientifiche dei carabinieri ha setacciato ogni angolo della casa alla ricerca di impronte che possano essere utili alle indagini.

Col passare delle ore, ha preso piede invece la pista “interna” alla famiglia: Tarantino è infatti l’ex convivente di una nipote della Parente, con la quale in passato c’erano stati degli screzi. Fondamentale per risolvere l’omicidio della coppia anche la testimonianza di un amico di Tarantino, che ha spiegato come questi gli avrebbe chiesto una mano per compiere la rapina nella casa, sottolineando di conoscere dove i coniugi avessero la cassaforte.

Di fronte al rifiuto dell’amico, il ladro – che gli avrebbe motivato l’intenzione di compiere la rapina con la necessità di reperire soldi per il matrimonio del figlio – ha agito da solo, pare sotto effetto di cocaina, lasciando però non poche tracce ematiche delle persone assassinate con inaudita ferocia, sia dentro l’abitazione della coppia, sia soprattutto nel B&B dove aveva provato a trovare rifugio.

Redazione online