Cancro al seno, un test del sangue può predirlo

Prevenzione dei tumori al seno (Justin Sullivan/Getty Images)
Prevenzione dei tumori al seno (Justin Sullivan/Getty Images)

Un test del sangue può aiutare a stimare il rischio di cancro al seno su tutte le donne, anche quando non sono coinvolte mutazioni ereditarie; a sostenerlo è il risultato di una ricerca condotta presso la University College London e pubblicata dalla rivista Genome Medicine. In sostanza, il test del sangue può stimare il rischio di cancro al seno della tipologia più frequente, ovvero quello non dipendente dalla mutazione sul gene BCRA1.

Il risultato si basa sugli studi condotti per anni su campioni di donne legate alle ricerche ‘MRC National Survey of Health and Development’ e ‘UK Collaborative Trial of Ovarian Cancer Screening’, tutte senza problemi di salute all’inizio degli studi. Qualcuna di loro si è poi ammalata di cancro al seno; confrontando i prelievi di sangue fatti all’inizio della ricerca e nel momento in cui è stata scoperta la malattia, sono stati riscontrati nelle donne che hanno contratto il tumore dei “tag” molecolari in uno specifico punto del genoma.

In questo modo è stata individuata quella che comunemente viene definita “firma genetica”, indicativa del rischio di cancro al seno. Uno degli autori dello studio, Martin Widschwendter, ha sottolineato che ora va accertato se questa “firma” indica solo un rischio di cancro o possa avere un ruolo nello sviluppo del tumore stesso.

Intanto, un altro studio pubblicato sulla rivista Bmc Public Health e condotto dalla Società canadese del cancro ha messo in luce una probabile attinenza tra lo sviluppo del tumore mammario e l’eccessivo consumo di zuccheri. Secondo lo studio, un maggior consumo di bevande zuccherate, infatti, aumenta la densità mammaria; come rivelato da altri studi, donne con maggiore densità mammaria hanno un rischio di cancro al senso superiore.

Spiega Caroline Diorio, autrice principale dello studio e docente di medicina sociale e preventiva all’università canadese di Laval: “Sappiamo che il consumo mondiale di zucchero è in aumento. Le conclusioni del nostro studio mostrano l’effetto di questo tipo di alimentazione sulla densità mammaria, uno dei più importanti fattori di rischio”.

Redazione online