La madre di Ciro Esposito ai funerali: “Mantenete alto il suo nome, non dimenticate mai”

Funerali di Ciro Esposito (Screenshot Ansa)
Funerali di Ciro Esposito (Screenshot Ansa)

In migliaia, tra tifosi e gente comune, sono giunti a Scampia per rendere omaggio al feretro di Ciro Esposito, il tifoso del Napoli ferito a morte da un colpo di pistola in scontri precedenti la partita Napoli-Fiorentina a Roma, il 3 maggio scorso. Sulla bara del giovane, delegazioni di ultrà da tutta Italia hanno voluto depositare le sciarpe delle loro squadre: Ancona, Taranto, Catania, tra le altre, e addirittura una sciarpa mandata dai tifosi del Borussia Dortmund che non hanno potuto partecipare alla cerimonia, celebrata con rito evangelico.

Il feretro, portato a braccio da migliaia di persone, è stato adagiato su una pedana al centro di Piazza Grandi Eventi, ribattezzata per l’occasione Piazza Ciro Esposito. Ad aprire i funerali sono le parole del pastore evangelico Michele Romeo della Chiesa evangelica pentecostale di Secondigliano: “Se il tuo nemico ha fame, dàgli da mangiare. Se ha sete, dàgli da bere”, poi un accorato appello alle migliaia di ultrà presenti nella piazza, che durante il suo intervento in più occasioni hanno inneggiato al nome di Ciro con dei cori: “Ragazzi non siate animati da sentimenti di odio e di vendetta, momenti così non accadano più in alcun posto d’ Italia. Non deve accadere mai più che la vita di un giovane venga stroncata brutalmente. Mi rivolgo a tutte le tifoserie d’Italia: allo stadio portate sciarpe, bandiere, fischietti, trombe. Non coltelli,spranghe e pistole. Che Dio vi benedica”.

Secondo il rito evangelico, dopo la celebrazione religiosa tocca ad amici e parenti prendere la parola, così la storica fidanzata di Ciro, Simona, vuole lanciare il suo messaggio: “Ciro ucciso da chi non ha Dio nel cuore. Basta con la violenza, altrimenti Ciro verrà ucciso due volte”, invito rinnovato anche da un’amica del ragazzo, che si rivolge a sua madre, Antonella Leardi: “Sei la mamma d’Italia. Anche per chi non ci crede, il Signore c’è sempre. Dite tutti basta, basta con la violenza”.

Il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, ha preso la parola dopo Giovanni Malagò, il presidente del Coni, che racconta: “Ero seduto accanto alla bara. Un ragazzo che non conoscevo mi si è avvicinato e mi ha detto: Bravo, presidè che sei venuto, tiene ‘e palle. Ma non è un problema di palle, è un problema di rispetto. Rispetto soprattutto per questo gigante della vita che è Antonella, la mamma. Io gliel’ho detto: hai insegnato a 60 milioni di persone cos’è la dignità, come ci si deve comportare”. Il primo cittadino partenopeo insiste: “Oggi nel cuore di ogni napoletano c’è Ciro, nel corpo c’è Ciro, ma vorrei che ci fosse soprattutto la fierezza e la dignità della famiglia di Ciro. La cosa più bella è stato il modo come il giorno dopo il ferimento di Ciro hanno fatto capire come la storia fosse diversa. Era stato detto che siccome Ciro è di Scampia, siamo tutti brutti sporchi e cattivi”. Ma per questa morte, prosege il sindaco di Napoli, “deve pagare anche chi non ha garantito l’ordine pubblico”.

Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, molto vicino alla famiglia Esposito durante i 53 giorni di agonia del figlio al Policlinico Gemelli, ha voluto lanciare un messaggio positivo: “In questa Italia scorretta, da Scampia nasce la speranza. Quella sera del 3 maggio Ciro era già morto, perché era morto il calcio e lui lo rappresentava venendo a Roma, difendendo un pullman pieno di bambini e di famiglie”.

Toccante il momento in cui ha preso la parola Antonella Leardi, madre di Ciro Esposito, il cui intervento è interrotto più volte dalla voce spezzata dalla commozione: “Solo quando sono andata a Roma, dopo gli incidenti, ho saputo che il ragazzo in fin di vita era mio figlio. Questo ragazzo aveva mille motivi per bestemmiare il nome di Dio, invece non l’ha mai fatto, abbiamo pregato a lungo insieme. Ora Ciro non c’è più, ma sono sicura che vive nella gloria di Dio. Grazie a tutti voi, che siete venuti da tutta Italia. Mantenete sempre alto il nome di Ciro Esposito, non dimenticate mai”.

A chiudere gli interventi e la cerimonia è stato Nino D’Angelo, cantante idolo di Ciro, che ha ammesso: “Certo, non è facile parlare adesso. La maggior parte delle persone di Scampia sono persone perbene. In due parole la mamma di Ciro mi ha insegnato la vita”, prima di cominciare ad intonare la sua canzone “I ragazzi della curva B”, una delle canzoni più popolari tra i tifosi partenopei.

A Ciro Esposito sarà intitolato il campo di calcio comunale di Scampia in via Hugo Pratt, come stabilito dal decreto emesso dal presidente dell’ottava municipalità Angelo Pisani. Su una delle pareti dello stadio sarà inoltre affissa una targa con scritto “All’eroe Ciro”. Lo stesso Pisani ha inoltre avanzato la richiesta al sindaco De Magistris di intitolare la curva A dello stadio di Fuorigrotta al ragazzo.

Redazione