Omicidio Yara: si attendono accertamenti decisivi da parte dei consulenti tecnici

Yara Gambirasio (screenshot SkyTg24)
Yara Gambirasio (screenshot SkyTg24)

Gli avvocati difensori di Massimo Bossetti, il presunto killer di Yara Gambirasio, hanno scelto come consulenti un medico legale ed un genetista, insieme forse anche ad un criminologo e ad un informatico. I legali Silvia Gazzetti e Claudio Salvagni si sono per la prima volta presentati insieme nel carcere di Bergamo, dove sono stati tre ore a colloquio con il loro assistito. Al termine del lungo incontro, Salvagni ha rilasciato una dichiarazione molto stringata, nella quale si dice “convinto di quello che ho detto l’altro giorno”, ossia che Bossetti sia innocente e sia possibile dimostrarlo. Entro lunedì i due legali dovranno presentare il ricorso al tribunale del Riesame di Brescia.

I genitori di Yara, intanto, sono brevemente stati a colloquio nello studio dell’avvocato Enrico Pelillo, dopo che il genetista forense Giorgio Portera, consulente del legale della famiglia Gambirasio, è stato nominato ufficialmente per gli accertamenti irripetibili che il Ris di Parma comincerà ad effettuare da martedì mattina sugli automezzi sequestrati a Bossetti, l’Iveco Daily e la Volvo V40 grigia.

Uno degli elementi difensivi emersi nelle ultime ore, che prospettavano un eventuale scambio di dna tra Massimo Bossetti e l’assassino, sembra crollare: il muratore, dopo essersi ferito, potrebbe essere stato derubato o privato per uno scambio del suo attrezzo da lavoro insanguinato, che poi potrebbe essere finito nelle mani del reale assassino, ma per gli inquirenti quello trovata sugli slip e i leggins della vittima era un campione concentrato di sangue fresco dell’assassino e della vittima.

In questi giorni inoltre, i tecnici dovranno accertare una dichiarazione di Bossetti che potrebbe risultare decisiva: “Stavo tornando a casa – parlando della serata del 26 novembre del 2010 — alla guida del mio furgone, dopo avere lavorato in un cantiere a Palazzago insieme con mio cognato Osvaldo Mazzoleni. Percorrevo la mia strada abituale, che mi porta a passare davanti al centro sportivo di Brembate Sopra. Per questo ritengo possibile che il mio cellulare alle 17.45 abbia agganciato la cella di Mapello, in via Natta”. Si tratterebbe della stessa cella che viene agganciata quando alle 18.49 un’amica della vittima le invia un sms nel quale le ricorda una gara di ginnastica ritmica.

In pratica, ogni cella è divisa in “coni”, tre spicchi che coprono un angolo di 120 gradi ciascuno; quella di Mapello copre tre zone. Una parte del territorio di Brembate Sopra che comprende anche via Bruno Locatelli (indirizzo del centro sportivo da cui è uscita Yara), Via Morlotti (dove, probabilmente la ragazza viene aggredita) e via Rampinelli (abitazione di Yara); la frazione Locate nel Comune di Ponte San Pietro; una parte del territorio di Mapello, compresa Piana, dove abita Bossetti.

Gli inquirenti devono dunque accertare se il muratore abbia solamente incrociato la cella di Mapello alle 17.45, confermando dunque la sua versione, oppure se il suo telefonino si trovasse in Via Morlotti o in via Rampinelli, aggravando ulteriormente la sua posizione.

Redazione