Vertice Ue: faccia a faccia tra Renzi e Merkel su patto di stabilità

Matteo Renzi e Angela Merkel (ODD ANDERSEN/AFP/Getty Images)
Matteo Renzi e Angela Merkel (ODD ANDERSEN/AFP/Getty Images)

I leader dei 28 paesi membri si sono riunti ieri ad Ypres, cittadina del Belgio rasa al suolo nella Prima Guerra Mondiale, dove hanno partecipato alla cerimonia del centenario dell’evento storico e dando il via alla prima giornata d’incontri nell’ambito del vertice del Consiglio Ue riunitosi sul tema dell’Agenda strategica dell’Unione Europea, ovvero la linea programmatica per i prossimi anni e incentrato sulle nomine dell’Ue, tra cui quella del candidato del Partito Popolare Europeo (Ppe) Jean Claude Juncker alla Presidenza della Commissione Ue, osteggiato dalla Gran Bretagna.

Il vertice che prosegue oggi a Bruxelles, entra nel vivo del dibattito. Ma intanto già da ieri si sono delineate delle tensioni sulla questione di rendere più flessibile il Patto di stabilità come presupposto e motore per rilanciare la crescita e la lotta alla disoccupazione in UE, una linea di cui sono promotori il presidente francese François Hollande e il premier italiano Matteo Renzi.

AGENDA STRATEGICA– Ieri non è stato raggiunto nessun accordo sul tema del linee guida nelle politiche economiche e di bilancio per il prossimo quinquennio, tra cui il famigerato patto di stabilità. L’obiettivo è quello di rivedere la bozza di programma nella quale chiarire e definire cosa s’intende per flessibilità.
Prima del vertice, si è svolta ad Elverdinge una riunione del Partito socialista Europeo alla quale ha preso parte Renzi che al suo arrivo ha spiegato che “c’è un ok a Jean-Claude Juncker, ma solo con un documento che indica dove vuole andare l’Europa. Come Pse siamo d’accordo su questo”.
Renzi aveva anche spiegato che “non c’è una posizione dell’Italia contro gli altri”, dobbiamo “tutti insieme” puntare sulla “crescita e il lavoro”.
Tuttavia si apprende che nel pre-vertice di Ypres, vi è stata una discussione accesa tra la cancelliera Angela Merkel e Renzi. Secondo le fonti presenti al vertice, il contrasto sarebbero emerso sul tema della possibilità di inserire o meno il cofinanziamento dei fondi Ue e il pagamento della Pubblica amministrazione nel Patto di stabilità.
Renzi ha ribadito a Merkel che “contrariamente a quanto fatto da Germania e Francia nel 2003, non abbiamo intenzione di sforare il 3%” nel rapporto tra deficit e Pil. Tuttavia, il premier ha sostenuto che rimane la richiesta di maggiore flessibilità nell’applicazione dei parametri.

Questa mattina, Renzi e Merkel si sono incontrati in una riunione bilaterale prima dell’inizio del vertice Ue nelle stanze della delegazione tedesca all’interno della sede del Consiglio europeo.
I due leader avrebbero discusso del documento programmatico del presidente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy, e delle nomine ai vertici delle istituzioni europee.
La conversazione sarebbe avvenuta in un clima definito “molto positivo”.

Il sottosegretario Sandro Gozi, responsabile delle politiche Ue, a margine del vertice europeo, come riporta ilSole24ore, ha dichiarato che “abbiamo ottenuto quanto volevamo: ampi spazi di manovra sul fronte della flessibilità con l’impegno a tenere conto delle riforme strutturali e la possibilità di sviluppare strumenti finanziari per progetti di investimenti nel lungo periodo”

Inoltre, si apprende che nell’ultima versione delle conclusioni del Consiglio Europe vi sarebbero anche delle novità sul tema immigrazione, nello specifico sull’Agenzia europea Frontex che sarà “strumento di solidarietà europea nella gestione dei confini” mirato a “rafforzare la sua assistenza operativa, soprattutto per sostenere gli Stati Ue sottoposti ad una forte pressione ai confini esterni”.

NOMINE UE– La seconda e cruciale giornata del vertice dei Capi di Stato e di Governo dell’Ue si apre con molte tensioni, tra cui quella sulla la designazione dell’ex premier lussemburghese Jean-Claude Juncker alla carica di presidente della Commissione.
Infatti, il premier inglese David Cameron al suo arrivo al vertice ha ribadito che Juncker “non è la persona giusta per guidare questa istituzione”.
Mentre secondo le indiscrezioni, il premier italiano mirerà ad una “poltrona” per l’Italia e viene ipotizzato il nome di Federica Mogherini come ministro degli Esteri della Ue.
I media, tra cui il Corriere della Sera e quello britannico del Financial Times riferiscono che tra i nomi spunterebbe anche quello di Enrico Letta per il posto di presidente del Consiglio europeo.
Il nome di Letta spiegano i media sarebbe stato scritto sul taccuino di Herman Van Rompuy già dallo scorso 27 maggio.
Ma le nomine degli incarichi saranno affrontate in un altro vertice, dopo la nomina di Juncker, con molte probabilità il 17 luglio

Redazione

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