Alta disoccupazione e deflazione: rischio bomba sociale

Manifestazione davanti al Ministero dello Sviluppo Economico (Foto: FILIPPO MONTEFORTE/AFP/GettyImages)
Manifestazione davanti al Ministero dello Sviluppo Economico (Foto: FILIPPO MONTEFORTE/AFP/GettyImages)

I dati non incoraggianti su disoccupazione e inflazione in Italia, ma anche in Europa, dovrebbero destare l’allarme dei governanti europei e indurre la Banca Centrale Europea a prendere nuove forti misure, dopo quelle di giugno con i tassi di interesse al minimo storico (0,15%), per arginare la grave stagnazione in corso. Tuttavia, non sembra che sulla drammatica situazione economica attuale ci sia la dovuta attenzione da chi ha la responsabilità di decidere per il nostro futuro. Almeno è quello che ritengono diversi studiosi ed analisti che stanno affollando i principali quotidiani economici con editoriali di avvertimento.

Ieri l’Istat ha diffuso i primi dati provvisori sulla disoccupazione di maggio, segnalando un incremento rispetto al dato del mese precedente: il tasso delle persone senza lavoro ma che lo cercano (dunque esclusi gli inattivi) è stata a maggio del 12,6% e non scenderà a breve, data la crescita debolissima, che anche nel secondo trimestre potrebbe essere negativa, come ha segnalato sempre l’Istat rivedendo al ribasso le proprie stime: tra il -0,1% e il +0,3%. A questo quadro fosco si aggiunge anche il preoccupante dato sull’inflazione, che a giugno ha segnato un debolissimo +0,3%, toccando un nuovo calo record dal 2009 e facendo registrare il segno meno sui prezzi dei prodotti alimentari. Una situazione molto grave denunciano gli economisti, che in questa miscela micidiale di bassa crescita, disoccupazione alta e di fatto deflazione potrebbe avere effetti esplosivi sulla tenuta sociale, oltre che comportare la definitiva disgregazione di un tessuto produttivo sempre più indebolito.

Dai governanti del Vecchio Continente, tuttavia, non giunge parola, troppo impegnati forse nelle nomine dei vertici di un’Unione Europea che per individualismo, miopia, mancanza di coesione e di visione comune, sarebbe più opportuno chiamare Disunione. Oggi, poi si inaugura il semestre di presidenza italiana del Consiglio Ue e forse tutti saranno alle prese con le celebrazioni, in attesa del discorso del Presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi. Gli unici a non celebrare saranno proprio quei cittadini europei che stanno soffrendo da lungo, troppo tempo le conseguenze pesanti di una crisi economica che è stata scaricata prevalentemente su di loro e che non accenna a concludersi, nonostante i continui proclami e annunci delle istituzioni.

Per domani è attesa la conferenza stampa di inizio mese della Bce, ma come prevedono diversi analisti non dovrebbero essere prese nuove straordinarie misure per contrastare un’inflazione troppo bassa (+0,5% nell’Eurozona) e sostenere una crescita che non c’è. L’unica possibilità di intervento, peraltro già annunciata come eventualità da Mario Draghi lo scorso giugno, è rappresentata dall’acquisto di titoli di Stato dei Paesi europei, per consentire loro di avere più liquidità a disposizione per interventi economici ed investimenti, una decisione che però non trova l’accordo unanime nel consiglio direttivo della Bce e in particolare è fieramente avversata dai tedeschi della Bundesbank.

Non fare niente rischia però di peggiorare ancora di più la situazione. In particolare quella italiana, definita da Paolo Bricco, nel suo editoriale (dal titolo: “La miscela esplosiva tra perdita di lavoro ed effetti deflattivi”) pubblicato oggi sul Sole24Ore, la “Zero Economy”: “Zero inflazione. Zero margini. Zero crescita. Zero di zero”, in un Paese, come l’Italia, in cui la struttura interna, economica e sociale, è sempre più compromessa.

Valeria Bellagamba