Datagate. Provider fanno causa all’agenzia britannica GCHQ

L'ombra di Keith Alexander, direttore della Nsa (JIM WATSON/AFP/Getty Images)
L’ombra di Keith Alexander, direttore della Nsa (JIM WATSON/AFP/Getty Images)

Emergono nuove interessanti informazioni nell’ambito dello scandalo Datagate. Secondo quanto comunicato da agenzie stampa internazionali, sette fornitori di servizi internet avrebbero intentato una causa contro la britannica GCHQ, agenzia che si occupa di sorveglianza che avrebbe, secondo la denuncia, violato il principio di privacy al fine di monitorare l’attività sul web.

La causa è stata inoltrata da provider con sede in vari paesi tra Unione Europea e Stati Uniti al Powers Tribunal di Londra, organo istituzionale a cui nel Regno Unito afferiscono le questioni relative all’intelligence.

In base alla denuncia, la GCHQ avrebbe, in particolare, effettuato alcune cyber-operazioni all’azienda di telecomunicazioni belga Belgacom, la quale gestisce informazioni, tra gli altri, delle istituzioni comunitarie facenti capo a Bruxelles.

Ad affiancare l’azione dei sette provider ci sono associazioni che si occupano della difesa della privacy come Privacy Internationa e Amnesty.

 

Redazione online