Francia: Sarkozy messo in stato d’accusa

Nicolas Sarkozy (Getty images)
Nicolas Sarkozy (Getty images)

L’ex presidente francese Nicolas Sarkozy, nella tarda serata di ieri, è stato messo in stato di accusa dopo un fermo di 15 ore per un affare di corruzione e violazione del segreto istruttorio nell’ambito di un’indagine sul traffico d’influenze.

Il caso ha sollevato numerosi dibattiti in Francia, tanto più che il fermo e l’iscrizione nel registro degli indagati si rivelano essere una “prima” assoluta, in quanto non era mai successo ad un ex Capo dello Stato francese.
Inoltre, lo stesso Sarkozy stava preparando un suo ritorno in politica alla guida del partito della destra moderata l’Ump e i media francesi parlano di una misura “spettacolare” e come è accaduto molte volte in Italia il dibattito per molti si è spostato sul tema della presunta innocenza.
Bruno Le Maire, un altro candidato alla presidenza dell’Ump ha dichiarato che “Sarkozy ha il diritto di essere candidato alla presidenza del partito” precisando però che spetta a Sarkozy decidere.
All’interno del partito Ump le opinioni si dividono tra i sostenitori di Sarkozy che parlano di un “accanimento” giudiziario e coloro che no si espongono. I due rivali di Sarkozy, tra i favoriti alla presidenza dell’Ump, in vista delle elezioni del 2017, gli ex primi ministri François Fillon e Alain Juppé, non hanno voluto commentare la vicenda.

L’ex presidente francese ieri mattina è stato messo in stato di fermo presso il commissariato di polizia di Nanterre ed è stato successivamente messo in stato d’accusa da un giudice istruttore di Parigi per corruzione, traffico di influenze e violazione del segreto istruttorio.
La procura nazionale ha riferito di aver ottenuto il provvedimento per i reati finanziari adottato nella notte dopo 15 ore di fermo.

La vicenda è intricata: infatti, emergono in base ad alcune intercettazioni di presunti finanziamenti illeciti da parte della Libia di Muammar Gheddafi alla sua campagna presidenziale del 2007 e al contempo la procura vuole chiarire se l’ex capo di Stato abbia promesso a un giudice una carica di prestigio e se questi lo avesse messo al corrente di un provvedimento giudiziario nei suoi confronti. Da questo ultimo elemento nel settembre 2013 era scattata la decisione di intercettare le sue telefonate.

Lo stesso avvocato di Sarkozy, Thierry Herzog, l’avvocato generale della Corte di Cassazione, Gilbert Azibert e l’alto magistrato Patrick Sassoust sono in stato di fermo e risultano indagati.

I reati di corruzione e traffico d’influenze sono passibili di pene fino a 10 anni di carcere.

Redazione

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