Regno Unito: indagine su Facebook per il test che “manipolava” lo stato d’animo degli utenti

Facebook (Getty images)
Facebook (Getty images)

L’Information Commissioner’s Office (ICO) del Regno Unito, ha deciso di aprire un’indagine nei confronti di Facebook per l’esperimento condotto qualche tempo fa dal colosso californiano, che aveva tentato di “manipolare” lo stato d’animo dei suoi utenti. L’inchiesta avrà il compito di configurare se il social network abbia in qualche modo violato la privacy e i dati personali degli iscritti, e se dovesse essere verificata questa accusa, potrebbe essergli rifilata una multa da 500 mila sterline, circa 800 mila dollari. La medesima verifica sarà svolta in collaborazione anche con la stessa autorità irlandese, dove Facebook ha la sua sede europea.

All’origine della disputa c’è una ricerca, i cui risultati sono stati pubblicati poco tempo fa, il cui obiettivo era stabilire se quello che pubblicano i nostri amici sul social network influenzino in qualche modo anche il nostro stato d’animo, evocando in noi sensazioni positive o negative. A tal fine, era stato modificato l’algoritmo che determina cosa venisse pubblicato sulle bacheche degli utenti, ovviamente lasciandoli all’oscuro di tutto. L’esperimento si è tenuto nel 2012 su circa 700 mila utenti, ed ha ottenuto grande risalto sui media per il suo obiettivo: quello di verificare che il “contagio emotivo” passa anche per una via virtuale.

Pronta la replica della compagnia di Mark Zuckerberg, che ha affidato alle parole di Sheryl Sandberg, chief operating officer, non tanto le scuse del social network, quanto più una sorta di giustificazione. La dirigente, che si trova in visita in India in questi giorni, ha affermato che l’esperimento rientrava “nelle continue ricerche che le compagnie portano avanti per testare diversi prodotti, questo era, è stato mal comunicato. E per questa comunicazione ci scusiamo”.