Competitività, M5S: “Anatocismo: un altro favore alle banche”

Un altro favore alle banche (screen shot blog di Beppe Grillo)
Un altro favore alle banche (screen shot blog di Beppe Grillo)

Il blog di Beppe Grillo ha pubblicato un post, firmato M5S Camera, intitolato “Un altro favore alla banche” nel quale il Movimento Cinque Stelle denuncia una nuova misura inserita nel nuovo Decreto sulla Competitività.

“Forse il governo si sentiva in debito con le banche. Forse voleva farsi perdonare quel piccolo sgarbo dell’aumento della tassazione una tantum sulla rivalutazione delle quote di Bankitalia” scrivono i 5Stelle sottolineando “ecco subito servito il favore agli istituti di credito, favore che poi è una fregatura di ritorno per cittadini e imprese cui gli intermediari prestano denaro”.
“Nel nuovo decreto Competitività (quella dei soliti furbi, non del Paese reale)- viene scritto nel post- riappare infatti l’anatocismo bancario: una sorta di parolaccia che nasconde il meccanismo infernale degli interessi su un capitale da restituire che vengono capitalizzati essi stessi e generano altri interessi. In pratica, gli interessi sugli interessi”.

“La norma dovrà essere attuata dal Cicr (Comitato interministeriale per il credito e il risparmio), l’organo politico che, ironia della sorte, avrebbe dovuto concretizzare l’abolizione dell’anatocismo scritta nell’ultima legge di Stabilità. Eh sì, perché la Finanziaria del governo Letta ci aveva provato a cancellarlo, anche se con una formulazione imprecisa, maldestra e pasticciata, che dava adito ad ambiguità” prosegue il post.

“Adesso, però, dopo appena sei mesi, il dietrofront è servito. Il governo ora dirà che la norma della Stabilità andava precisata meglio. Dirà che viene rispettata la parità di trattamento tra interessi attivi e passivi per il cliente (peccato non abbiano la stessa entità)” denunciano i deputati concludendo che “la verità è che la lobby bancaria ha lavorato bene in questi mesi. E anche il governo Renzi alla fine non ha potuto evitare di andare mestamente a Canossa”.

Anche la Cicas (Comitato di Intervento per le Crisi Aziendali e di Settore) aveva criticato la misura: “Cicas si trova per l’ennesima volta, a denunciare il gravissimo provvedimento che favorisce le banche e danneggia i risparmiatori e le micro imprese già enormemente vessati a causa della crisi economica” ha scritto in una nota sottolineando che “con la nuova formulazione della norma, viene demandato al Cicr (Comitato interministeriale per il credito) il compito di determinare modalità e criteri per la produzione di interessi sugli interessi (riaffermando la legittimità dell’anatocismo), anche se con periodicità non inferiore a un anno prevedendo che fino all’adozione della delibera, dovrà applicarsi la precedente delibera Cicr del 9 febbraio 2000”.

Il decreto-legge 91/2014 sulla competitività è ancora all’attenzione delle Commissioni riunite Industria e Ambiente al Senato dove è calendarizzato a partire dalle ore 15 di martedì 8 luglio con scadenza al 23 agosto.
Il 9 luglio, alle ore 14.30, si apprende da una nota del Senato, nell’ambito dell’esame del decreto, i rappresentanti di Banca d’Italia interverranno davanti agli Uffici di Presidenza delle Commissioni riunite, integrati dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari.

Redazione