Napolitano: “O i giovani trovano lavoro o è finita”

Giorgio Napolitano (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)
Giorgio Napolitano (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)

“Se non trovano lavoro i giovani, l’Italia è finita”: queste le parole pronunciate dal Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, in visita oggi a Monfalcone per le commemorazioni del centenario dello scoppio della Prima Guerra Mondiale; a interpellare il presidente della Repubblica, era stato un ragazzo, presente tra la folla, che ha sottolineato la preoccupazione propria e dei propri coetanei, preoccupazione che – a sentire le parole del Capo dello Stato oggi – è anche quella di Napolitano.

Nel corso del suo intervento, il presidente della Repubblica ha sottolineato: “C’è da tornare sempre, con ammirazione e rispetto, alle sofferenze vissute da tutti i combattenti di prima linea, e alle prove che essi diedero di stoicismo e di senso del dovere e dell’onore nazionale. Sappiamo che allora grandi masse di figli dell’Italia ‘umile e provinciale’, di contadini bruscamente trasformatisi in fanti, scoprirono di essere cittadini, presero coscienza dell’esistenza di una collettività nazionale, di una patria e di un destino comune”.

Napolitano ha poi invitato a non far incrinare “la nostra adesione al valore di fondo della pace”, senza “dover rinunciare a rispettare altre verità storiche, relative alle responsabilità di alto livello per l’impreparazione con cui l’Italia entrò in guerra guidata dalla fallace illusione di guerra breve”. “Verità storiche che riguardano anche le responsabilità per la linea di condotta militare, fuorviante da varii punti di vista, che a lungo prevalse nei comandi italiani”, ha soggiunto il Capo dello Stato.

Redazione online