Ucraina: Repubblica separatista di Donetsk offre stipendio ai combattenti. Lavrov difende la Crimea

Soldati ucraini a Slovyansk (Getty images)
Soldati ucraini a Slovyansk (Getty images)

All’indomani dell’annuncio delle dichiarazioni del ministro degli esteri ucraino, Pavel Klimkin che ieri aveva detto che la “Crimea non è perduta e la riprenderemo”, è intervenuto il ministro degli esteri russo Sergiei Lavrov che ha replicato: “Non consiglierei a nessuno di attaccare la Crimea” sostenendo che “la maggior parte della popolazione ha scelto la riunificazione alla Russia, così è stata fatta giustizia alla storia”, in riferimento alla validità del referendum promosso nella regione.

Sul fronte dei separatisti che si sono ritirati nelle città di Donetsk e Luhansk, uno dei capi dei ribelli, Igor Ghirkin (Strelkov) ha annunciato che l’autoproclamata repubblica popolare di Donetsk creerà il proprio esercito a contratto, con gli stipendi fino a 8000 grivne (circa 500 euro) al mese: “Molti sarebbero pronti ad unirsi all’esercito se ci fossero garanzie per loro famiglie. Adesso le garanzie ci saranno, a partire da questo mese pagheremo ai ribelli cifre abbastanza sostanziose” ha dichiarato Ghirkin, accusato dalle autorità ucraine di essere un colonnello dei servizi segreti russi.

Dal canto suo il presidente russo Vladimir Putin ha sollecitato alla società russa aiuto umanitario per gli ucraini che si trovano nella zona del conflitto, nell’est del Paese: “Penso sia giusto per la società russa prestare attenzione alla necessità di aiutare le persone che sono ancora intrappolate nella zona di conflitto. Anche loro meritano sostegno” ha dichiarato Putin nell’ambito di un incontro con i membri della camera pubblica.

Ma ieri è stata anche la giornata della visita del ministro degli esteri italiano Federica Mogherini che ha incontrato il suo omologo russo e con il quale è stato affrontato il tema della crisi in Ucraina.
La Mogherini ha ribadito la necessità dell’unione con la Russia sottolineando che “l’esperienza dell’Ue non si costruisce contro nessuno ma insieme con i vicini” e “che nello spazio che condividiamo c’è bisogno di stabilità e sicurezza”.
“La posizione dell’Italia è che la crisi ucraina possa essere risolta sulla base di una decisione politica. Faremo del nostro meglio durante la presidenza dell’Ue per contribuire a trovare una soluzione accettabile per tutti”, ha poi aggiunto il ministro italiano che ha ribadito la necessità di trovare un dialogo tra le parti per una soluzione al conflitto.

Lavrov ha ribadito l’importanza di tutelare le minoranze russe: “Bisogna capire che altri possono avere uno sguardo differente sulla storia” e “permettere ai genitori di educare i propri figli nella lingua che vogliono”. Chiaro il riferimento al rispetto della componente russa nell’Est ucraino.

Lavrov, inoltre, ha sottolineato che “la dichiarazione di Berlino invita a concordare un veloce cessate il fuoco. Nel piano di pace di Poroshenko c’è un punto in cui si dice che Kiev deve porre fine all’uso della forza nei confronti della popolazione dell’Est”. “Penso che gli interessi di Russia e Italia coincidano e sappiamo che il vostro Paese sostiene la necessità di sviluppare le relazioni tra Russia e Europa”, ha aggiunto Lavrov.

Italia e Russia “insistono molto sulla necessità di arrivare ad un immediato cessato il fuoco senza condizioni” nell’Est dell’Ucraina, ha detto ancora il ministro degli Esteri italiano aggiungendo che è stata apprezzata “la disponibilità manifestata dalla Russia all’incontro di Berlino e in particolare a lavorare all’ipotesi del controllo delle frontiere tramite osservatori Osce, un’ipotesi che potrebbe essere utile e molto interessante con un cessate il fuoco”.

GAS – Durante la conferenza congiunta, poi, Federica Mogherini ha confermato ”l’importanza del progetto per il gasdotto South Stream per la sicurezza energetica dell’intera area europea”, ma ha ribadito che esso ”deve rispettare pienamente la normativa europea”. Mogherini ha promesso un impegno della presidenza italiana di turno della Ue per ”un confronto sul tema perché si arrivi ad un risultato”. Lavrov ha contestato la retroattività del terzo pacchetto energetico europeo, che ostacola il progetto, aggiungendo che ”non c’è alcun presupposto per rivedere cio’ che e’ gia’ stato concordato negli accordi intergovernativi”, ma si è detto ”sicuro che sarà trovata una soluzione”, confidando nella presidenza italiana di turno della Ue per ”rimuovere gli ostacoli nei rapporti con la Commissione di Bruxelles”.

Redazione

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