La Merkel espelle il capo della Cia da Berlino. E’ scontro con gli Usa

Obama Merkel (Getty Images)
Obama Merkel (Getty Images)

“La Procura Federale sta ancora indagando sul caso, ma se quanto sappiamo in questo momento è vero dal mio punto di vista spiare gli alleati si rivela alla fine uno spreco di energie… Abbiamo tanti problemi, penso che dovremmo concentrarci sulle cose importanti. Basta guardare la nuova sfida lanciata in Siria dall’Isis o la lotta contro il terrorismo. Ci sono problemi enormi e queste sono le massime priorità, dal mio punto di vista, non spiarsi tra alleati”. Con queste parole la Cancelliera tedesa Angela Merkel ha commentato la notizia dell’espulsione, da parte dell’esecutivo tedesco, del capo rappresentante dei servizi d’intelligence statunitensi presso l’ambasciata Usa in Germania. La decisione sarebbe stata presa dopo la scoperta che due agenti tedeschi passavano informazioni a Washington. Il caso è emerso nei giorni scorsi dopo l’arresto di un agente tedescoche avrebbe ammesso di aver fornito a Washington documenti e informazioni riservate sull’inchiesta sul Datagate e riguardanti l’inchiesta avviata da Berlino sull‘Nsa. Un secondo agente, sospettato anch’esso di passare informazioni alla Cia, sarebbe tuttora ricercato controspionaggio tedesco. Nei giorni scorsi la Cancelliera Merkel si era espressa sulla vicenda con toni particolarmente drastici: “Con gli Stati Uniti c’è una differenza di principi molto grande rispetto ai compiti dei servizi segreti dopo la guerra fredda. Io credo che di questi tempi, che possono essere molto confusi, molto dipende dalla fiducia fra gli alleati. Maggior fiducia significa anche maggiore sicurezza”. Il passo compiuto verso il capo della Cia in Germania appare un’iniziativa del tutto insolita, e al contempo significativa, tra alleati Nato.

Redazione