Allarme Caritas: in cinque anni raddoppiati i poveri in Italia

Una mendicante (Foto: GABRIEL BOUYS/AFP/Getty Images)
Una mendicante (Foto: GABRIEL BOUYS/AFP/Getty Images)

La Caritas lancia un preoccupante allarme sulla povertà in Italia. Negli anni della crisi economica nel nostro Paese la povertà è raddoppiata. Si passa dai 2,4 milioni del 2007, il 4,1% della popolazione, ai 4,8 milioni nel 2012, l’8% della popolazione. I dati sono contenuti nel rapporto dell’ente cattolico per l’assistenza ai poveri: “Il bilancio della crisi”.

L’allarme riguarda non solo l’aumento del numero dei poveri, ma anche l’allargamento a fasce che finora erano ritenute “poco vulnerabili”, precisa la Caritas, come “il centro-nord, le famiglie con due figli, i nuclei con capofamiglia di età inferiore a 35 anni, le famiglie con componenti occupati“. Prima della crisi economica, invece, la povertà riguardava soprattutto il Sud Italia, gli anziani e le famiglie numerose.

L’ente cattolico denuncia l’insufficienza di politiche economiche e sociali per contrastare gli effetti della crisi e segnatamente la povertà. “Una misura nazionale contro la povertà assoluta continua a mancare nel nostro Paese“, si legge nel rapporto. Nel merito delle misure anti povertà adottate dai governi italiani negli anni della crisi, dal 2007 al 2013, quando al governo c’erano Berlusconi, Monti e poi Letta, “l’unica risposta” adottata, rileva la Caritas, è stata la Carta Acquisti, la cosiddetta Social Card. Secondo l’ente cattolico la politica economica del governo Letta ha rappresentato “uno sforzo limitato”: “Non ha aiutato le famiglie in povertà ma non ne ha neppure peggiorato le condizioni”, si precisa. Riguardo all’attuale governo guidato da Matteo Renzi, la Caritas osserva che il bonus di 80 euro per i redditi più bassi “ha avuto qualche effetto sulla povertà ma di portata assai ridotta”.

Sono poi calati i servizi dei Comuni per contrastare il disagio econimico. Dal 2010 al 2012, segnala la Caritas, la spesa dei comuni per le politiche sociali è diminuita del 6%, colpendo “un settore già sotto-finanziato“.

Per la Caritas lo strumento per contrastare efficacemente la povertà nel nostro Paese è rappresentato dal Reddito d’Inclusione Sociale. Uno strumento che “diventerà realtà se Renzi e Poletti faranno della lotta alla povertà una priorità politica e decideranno di affrontare questo flagello ripensando le attuali modalità d’intervento”, sottolinea la Caritas nel suo rapporto. Secondo l’ente cattolico, il reddito di inclusione sociale dovrebbe essere destinato a tutte le famiglie in povertà assoluta, di qualsiasi nazionalità, in possesso di un valido titolo di legittimazione alla presenza sul territorio italiano e ivi residenti da almeno 12 mesi. La proposta è quella di versare “mensilmente” ad ogni famiglia “una somma pari alla differenza tra il proprio reddito e la soglia di povertà, così da disporre dell’insieme di risorse economiche necessarie ad uno standard di vita minimamente accettabile”. Sono le conclusioni del rapporto “Il bilancio della crisi”.

Redazione