Appello processo Ruby, pg: Berlusconi colpevole di “concussione per costrizione”

Karima El-Mahroug in un'udienza (OLIVIER MORIN/AFP/Getty Images)
Karima El-Mahroug in un’udienza (OLIVIER MORIN/AFP/Getty Images)

C’è grande attesa nel processo d’appello sul caso Ruby, nel quale l’ex premier Silvio Berlusconi è già stato condannato in primo grado a 7 anni per concussione e prostituzione minorile: al termine della sua requisitoria, infatti, il procuratore generale Piero De Petris presenterà al giudice le sue richieste di pena per l’imputato.

Difficilmente queste si discosteranno dalla sentenza di primo grado, poiché, come ha sostenuto lo stesso pg, Berlusconi con la telefonata ai capi di gabinetto della Questura di Milano, con la quale chiedeva il rilascio della minorenne Ruby, ha agito compiendo una “concussione per costrizione e non per induzione”. In altri termini, gli uomini della questura “hanno ceduto” alle pressioni “perché costretti” e preoccupati delle “concrete conseguenze” millantate dall’ex premier.

De Petris ha inoltre riconosciuto un “palese comportamento intimidatorio” in Silvio Berlusconi, che operava per un “interesse personale” e commettendo un “abuso colossale delle sue qualità”. Proprio per questo motivo, il sostituto pg non ha riconosciuto la circostanza dell’esercizio delle funzioni del premier e ha espresso parere contrario all’invio degli atti al tribunale dei ministri.

Redazione