Il Tribunale di Milano: illegittimo il decreto del governo Monti che annullava il valore delle lire rimaste agli italiani

Mario Monti (Getty Images)
Mario Monti (Getty Images)

Il giudice del Tribunale di Milano, Guido Vannicelli, ha ritenuto illegittimo l’articolo 26 del decreto legge 121 del 6 dicembre 2001 con cui il governo guidato da Mario Monti vietava”con decorrenza immediata” di cambiare le vecchie lire in euro. Il provvedimento, che anticipava di un trimestre l’ultima scadenza del cambio lira – euro, comportò per gli italiani la perdita del relativo controvalore, pari a 1,5 miliardi di euro. In altri termini le lire rimaste nei cassetti degli italiani da un giorno all’altro persero il loro valore . Un importo pari al valore corrispondente delle lire “annullate” fu dal governo Monti versato “a favore dell’Erario” e iscritto alle voci in entrata “ per essere assegnato al fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato”. Quel colpo di mano, secondo il Tribunale, avrebbe “violato il principio di affidamento e di certezza del diritto” previsto dagli gli articoli 3 e 97 della Costituzione. Un vero e proprio “esproprio” secondo il Tribunale di Milano. Sui rilievi mossi dal giudice nei confronti del provvedimento dovrà ore pronunciarsi la Corte Costituzionale. Se l’immediata perdita di valore della lire sancita dal Governo Monti fosse confermata illegittima dalla Consulta e pertanto rivisti i termini del cambio lire- euro, lo Stato dovrà rifondere gli italiani di 1,5 miliardi ossia del controvalore in euro a loro sottratto mediante il provvedimento.

Redazione