Nichi Vendola: il centrosinistra non c’è più e Matteo Renzi cerca il potere assoluto

Nichi Vendola
Nichi Vendola

Nichi Vendola contro Matteo Renzi e il “renzismo”. Le parole pronunciate dal leader di Sel durante l’assemblea nazionale del partito sono una critica a tutto campo e una promessa di scontro. Finora non c’è nulla da salvare, per Vendola, dopo i primi mesi di esperienza renziana alla guida del Paese: né la forma, a partire dai tweet con cui il capo del Governo contrappunta la sua agenda – “la lotta politica sui social network significa scivolare dentro una fogna” – nè la sostanza: “nella società renziana agiscono le lobby e i pubblicitari” – afferma Vendola – che vogliono coprire “ l’amarezza della gente con le cartoline illustrate del renzismo”. Il premier vuol far vedere agli italiani “solo la superficie”. Un ambiguità, quella di Renzi, che coinvolge ogni aspetto dell’esperienza di governo, dalla politica interna, dove l’asse PD – Forza Italia rappresenta la cifra politica più controversa del renzismo, ai rapporti con la Ue e la Germania, che ha visto il premier incapace di opporsi alle politiche di austerity: “La dialettica tra Merkel e Renzi è una dialettica di superficie: Se non cambiano le ricette maledette che stanno avvelenando l’Europa, andiamo verso giorni tristi” ha detto Vendola che sulla posizione di Sel ha commentato: “Noi non stiamo con il PD quando sta con il centrodestra e si mette l’elmetto per fare il gendarme delle politiche di austerity”. Critico il leader di Sel anche riguardo alle riforme: “Con l’Italicum gli italiani continueranno a essere scippati della possibilità di scegliere i propri rappresentanti” perché il progetto di legge elettorale dell’asse PDForza Italia “ persevera e aggrava l’esclusione delle minoranze” con l’esclusione delle preferenze e la prevista quota di sbarramento delineate con il Patto del Nazareno. «La democrazia non può essere una dittatura della maggioranza – aggiunge Vendola – noi pensiamo che il sovrano va disturbato: e vogliamo fare come il bambino nella fiaba e dire: il re è nudo”. Vendola non sembra preoccupato dalla crisi interna al partito: “La rottura di Sel è stata ingigantita sui media” una rottura che deve leggersi, secondo il Presidente, solo in rapporto alla repentina ascesa politica del premier: “Il renzismo, Renzi e il suo fascino. Questo ha causato la frattura vera, il resto sono chiacchiere”. E tuttavia, secondo Vendola, Sel deve restare una “variabile” della sinistra a costo di apparire “insopportabile”. Vendola sul punto conclude: “ci dicono che non siamo nè carne nè pesce, nè sinistra di governo che si mette in ginocchio al fascino effervescente del nuovo sovrano nè sinistra di opposizione” il ruolo di Sel, continua Vendola è quello di rappresentare “la sinistra critica” e aggiunge: “non ci possiamo dividere tra apocalittici o integrati, tra chi vuole o non vuole stare con il centrosinistra” anche perché, secondo Vendola: “il centrosinistra non c’è più: è stato demolito da un’alleanza fra PD e centrodestra sotto l’egemonia dell’Europa”. Una debolezza e un’ambiguità, quelle del premier, che si riflettono anche sulla politica internazionale: “Per quanto prolifico di dichiarazioni, è difficile trovare una sola parola dal premier sul nodo pace-guerra” un silenzio che è apparso particolarmente emblematico dinanzi all’escalation di violenza in Medio Oriente. Ma è il silenzio di tutta l’Europa ad essere “inquietante” con la politica incapace di occuparsi si “questioni cruciali” nello scenario internazionale: sono preoccupazioni e critiche quelle di Vendola verso la politica internazionale della Ue che proprio oggi il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ha manifestato nel corso di un’intervista alla Stampa – “Questo sotto presidenza italiana non potrà essere un semestre solo di affari interni della Ue, in relazione ai problemi dell’economia ma un semestre per costruire una prospettiva di stabilizzazione e pacificazione a Est e Sud dell’Europa” ha affermato il Capo dello Stato – I prossimi passi di Sel saranno dunque una “conferenza programmatica per costruire rapporti”. Si comincia subito. Domani Vendola sarà a Livorno per partecipare all’iniziativa promossa da Pippo Civati: “Domani proponiamo a Civati, ma anche ad altri, l’idea di costituire reti, coordinamenti che ci aiutino a condividere pratiche, battaglie, vertenze. Saremo coloro che non si adeguano ai voleri del sovrano, che non si piegano. E che mantengono i piedi nella sofferenza sociali” promette Vendola che prevede: “Sarà un autunno caldo per le industrie e per la questione sociale. Dobbiamo guardare ai sindacati con attenzione perché la sensazione è che possano tornare rapidamente in piazza”.